Turismo, solo il “sistema” può rilanciarlo

Convegno a San Vincenzo: imprenditori e amministratori in sintonia, serve un progetto comune.
Servono più formazione, in particolare per le lingue, più collaborazione fra Comuni, più armonia fra colleghi, più promozione delle eccellenze di un territorio che ha moltissimo da offrire ai turisti: queste le istanze degli imprenditori del settore all’assessore al turismo della Regione, Stefano Ciuoffo. E non sono mancate le critiche, in particolare sull’esiguo budget (3,5 milioni di euro) che la Regione ha destinato alla promozione. La sola Croazia, superficie doppia della Toscana, investe oltre 100 milioni di euro…

E anche gli amministratori dei Comuni, di un territorio allargato che va dall’Alta val di Cecina alle Colline Metallifere, hanno detto con chiarezza che tutta l’area deve fare sistema, superando inutili e dannose gelosie. «Lo sviluppo del turismo in tutte le sue forme – ha detto Gianni Anselmi – è una sfida toscana che nella costa degli etruschi e nel suo immediato entroterra, oltre i vecchi confini provinciali, può essere giocata in un teatro di ricchezza unica nella sua multiformità.
Si tratta di un’area dove si sommano beni culturali, località termali, spiagge, eccellenze enogastronomiche, servizi, dai quali può emergere un prodotto in grado di attrarre un importante numero di visitatori e aumentare il proprio peso specifico nell’offerta complessiva della Toscana. Un potenziale di sviluppo turistico che il nostro territorio deve raccogliere, ma per il quale diventa condizione imprescindibile una forte alleanza fra istituzioni, professionisti, operatori economici e culturali in una visione turistica futura di un’area omogenea che si fa destinazione e prodotto promuovendo la Costa degli Etruschi come parte del brand Toscana. Dalla nuova legge regionale sul turismo le amministrazioni locali potranno cogliere l’opportunità di associare le funzioni di informazione e accoglienza. Serve quindi un progetto condiviso fra i territori, che marci spedito, accompagnato e valorizzato anche a livello regionale».
(g.f.) Il Tirreno 7.4.2016