Ecco il Corridoio, officina di idee al femminile

Ecco il Corridoio, officina di idee al femminile

Una fotografa, una sartina, una tessitrice, una decoratrice e una creativa: 5 donne per un negozio che non è un negozio

Una fotografa, una sartina autodidatta, una tessitrice, una decoratrice e una creativa in scatola. Non siamo impazziti. Stiamo soltanto facendo l’appello delle padrone di casa di un posto particolare, nato da pochissimo, e aperto ufficialmente martedì.


Si chiama “il Corridoio” e si trova a Venturina. Esattamente in via Indipendenza, al numero 74. Lungo la strada non si vede: fra il 76 e il 72 c’è un buco con la linea continua degli edifici che si interrompe. Basta però voltarsi e guardarci in quel buco dove, pochi passi più in là, c’è il laboratorio. Un’officina di idee tutta al femminile, come dicono le protagoniste del Corridoio, spazio condiviso di cinque realtà diverse, secondo la filosofia del co-working.

Nato nel 2005 negli Stati Uniti come soluzione ideale per professionisti freelance che non potevano permettersi un posto di lavoro proprio, nel tempo ha abbandonato un po’ la necessità economica per diventare un luogo di incontro e sinergie. Pian piano si sta diffondendo anche in Italia, ma in zona è sicuramente una novità. E il Corridoio è una novità al quadrato, perché parla di un vero laboratorio artigianale, dove ciascuno è indipendente ma coinvolto in una collaborazione di base continua.

Ecco le cinque donne del laboratorio: la lucchese Nicole Bertini fa decorazione di interni, restauro e restyling di mobili; Renella Rossi (originaria di Suvereto, ma da 15 anni residente a Venturina) è – come si autodefinisce -una sartina autodidatta. C’è poi Leslie Gray, tessitrice che da Santiago in Cile è arrivata 4 anni fa al Cafaggio per amore; dalla Russia, ma vicina di casa di Leslie al Cafaggio, la fotografa Jana Kim. Chiude il cerchio la piombinese Greta Panicucci, ideatrice della Birthdaybox per compleanni a tema recapitati direttamente in scatola per i piccoli festeggiati e relativi ospiti.

«Officina di idee, condivisione di spazio e sinergia femminile – dice Panicucci – Ciascuna di noi aveva bisogno di uno spazio. Io ad esempio finora lavoravo da casa. Che mi aspetto? Io ho già vinto trovando questo posto che sembra un po’ un vagone del treno, con tante personalità diverse».

Personalità, e professioni differenti, ma legate da un filo rosso che unisce cinque giovani donne e artigiane. «Finora ero sempre a giro con valigie e scenografie – dice Jana Kim – Finalmente ho ottenuto uno spazio».

Il Corridoio non è un negozio ma prima di tutto un laboratorio. Per questo non ha orari (anche se la mattina dovrebbe essere sempre, o quasi, aperto). In ogni caso conviene contattare l’officina tramite Facebook e Instagram.

«Non dite che sono una sarta che se mi vedono le sarte vere si arrabbiano – fa Rossi – Ho iniziato tanti anni fa, da sola. Smonto le cose per capire come farle. E poi chiedo, ad esempio a una donnina di 80 anni alla quale faccio sempre domande. Però voglio imparare per bene, anche se le cose che faccio piacciono a tanti, anche a chi viene da lontano e non mi conosce. E mi fa tanto piacere».

Francesca Lenzi – Il Tirreno 14.12.2018

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