Baratti: quale futuro ? Scrive Alberto Primi

Baratti: quale futuro ? Scrive Alberto Primi

Il Comitato per Campiglia ritiene che il confronto-scontro in corso sugli scavi di emergenza condotti a Baratti e conseguenti ai danni causati da fenomeni meteorologici recenti, sia del tutto inutile perché, al di là delle polemiche del momento, non affronta il problema di un nuovo progetto sul futuro di Baratti e dimostra che è ancora in alto mare una definitiva presa di posizione sulle priorità del luogo.

Come tanti hanno già sottolineato, il problema del ripascimento e della tutela dell’arenile è irrisolto da anni, l’uso di sacconi si è dimostrato inutile e paesaggisticamente degradante, e non sembra che ci sia alcuna volontà di risolvere il problema tanto che ora si arriva a sostenere che i limitati scavi archeologici sulla falesia siano causa di futuri danni e pericoli.

Da questa affermazione si capisce la volontà di considerare Baratti fondamentalmente come territorio destinato essenzialmente al turismo balneare e a sfondo per foto di tramonti.

Dobbiamo invece ricordare che il Parco di Baratti e Populonia è prima di tutto un sito di ricerca, studio, tutela e promozione di un importantissimo sito archeologico.

Questo presupporrebbe che come si procede con lo scavo e la ricerca a Populonia, altrettanto si facesse a Baratti, con un progetto di ricerca che si protragga nel tempo, che non si limiti a scavi di emergenza e che sia accompagnato da un progetto di costruzione di un nuovo paesaggio che nasca dalla ricerca sul paesaggio antico.

Il Comitato per Campiglia si augura che la polemica in corso nata da affermazioni decisamente prive di fondamento, sia l’occasione per passare ad un dibattito serio per mettere a punto un progetto interdisciplinare e che segni un nuovo futuro per Baratti.

In questo senso è necessaria una battaglia di sensibilizzazione e di promozione che non sia soltanto, come è accaduto anni fa davanti al Piano Particolareggiato del Parco Archeologico di Baratti e Populonia, una battaglia di difesa e di contenimento delle spinte dei privati al solo sfruttamento di una rendita di posizione, ma , anche se con anni di ritardo, di formularne un altro in cui l’interesse pubblico sia prevalente, in cui il turismo culturale sia privilegiato e quello balneare sia visto come una  voce di un discorso più ampio.

Un primo contributo, che pubblichiamo sul sito, ci viene dall’archeologo Franco Cambi che per anni si è occupato di Baratti e che nel suo documento prospetta un futuro panorama affascinante.

Ci auguriamo che altri portino un contributo e che la nuova Presidenza del Soc. Parchi  Val di Cornia si impegni a promuovere un dibattito tra specialisti, amministratori e cittadini.

Campiglia Marittima 22 Marzo 2016

Comitato per Campiglia
Arch. Alberto Primi

Sulla stampa:

– La Nazione 24.3.2016:

nazione 24.3

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