«Baratti, c’è ancora spazio per discutere il piano» Il sindaco di Piombino scrive a Il Tirreno

Come già comunicato a mezzo stampa ai cittadini, e precedentemente per le vie brevi alla maggioranza politica, la giunta del Comune di Piombino ha elaborato la proposta di Piano Particolareggiato per Baratti a valle del percorso di partecipazione attivato nei mesi precedenti.

Tale proposta, che tiene conto e in gran parte assorbe le indicazioni del percorso, è frutto di una legittima autonoma attività dell’esecutivo, che non esclude né annulla i contributi che anche le forze politiche sapranno dare nel tempo che ci separa dall’assemblea di restituzione prima e dall’adozione in consiglio comunale poi.

Le anticipazioni ai nuovi contenuti del Piano riportate sul Tirreno dell’8 febbraio u.s. sono da attribuirsi interamente al lavoro giornalistico della testata, avendo io stesso chiesto, per ragioni di riservatezza che possono sfuggire solo a chi è in malafede, che tali contenuti venissero resi noti alla maggioranza ancor prima che all’opinione pubblica.

L’uscita di Benifei e Mosci risulta quindi irricevibile sul piano del metodo e inutilmente minatoria nei toni, poiché Sinistra, ecologia e libertà e Italia dei valori avranno ampiamente modo sulla questione di Baratti di dare il loro proprio ulteriore contributo e di dimostrare anche a chi ne dubita la loro lealtà non acritica alla maggioranza.

Mi auguro che la riunione di maggioranza che precederà, come già previsto, l’assemblea di conclusione del percorso partecipativo, sia l’occasione per chiarire incomprensioni createsi.

Pertanto dopo la lettura del Tirreno di questa mattina siamo costretti a informare nuovamente i cittadini sul fatto che i due rinvii dell’assemblea di restituzione del percorso partecipativo relativo al Piano Particolareggiato di Baratti sono da attribuirsi esclusivamente alla disponibilità dell’assessorato regionale; ogni altra interpretazione tesa a imputare i rinvii all’amministrazione Comunale, che l’aveva fissata prima al 28 gennaio e poi al 16 febbraio, è da ritenersi dunque strumentale e priva di ogni fondamento.

Gianni Anselmi, sindaco di Piombino

Il Tirreno 11.2.2011

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