«Stanno minacciando la Costa Est» Il Comitato per Campiglia boccia l’agricampeggio a Carlappiano

«Dopo Baratti, dopo Rimigliano, una nuova minaccia, questa volta sulla Costa Est». La denuncia arriva dal Comitato per Campiglia sulla pagina web, riferendosi al fatto che «a Carlappiano, proprio accanto al Parco della Sterpaia, è in costruzione un agricampeggio che, fra 4 mesi, metterà a disposizione un centinaio di piazzole per i camper per una ricettività di 300 persone».

Comitati, liste civiche hanno lanciato la proposta di far fronte comune su Baratti e Rimigliano. «Si è parlato di inizio di collaborazione — ha detto il portavoce del Comitato Giù le mani da Baratti, Daniele Quinti su Facebook — di un parliamone. Il territorio è cosa che interessa a tutti quindi si potrebbe iniziare un coordinamento tra tutti quelli che credono in questi temi. Nel nostro comitato ci sono sensibilità politiche diverse da quelle espresse dalle liste civiche. Per noi non c’è mai stato il problema del colore politico».

E sullo scenario la battaglia, oltre che per Baratti e Rimigliano, adesso sembra si sia spostata anche sulla Costa Est. Anche il Forum del centrosinistra di San Vincenzo è intervenuto duramente sulla questione. «Nonostante la Val di Cornia abbia da tempo abbandonato qualunque logica sovra-comunale nella gestione del territorio, l’uniforme atteggiamento che le Amministrazioni riservano nei confronti degli interessi immobiliari determina una unità d’intenti tanto netta quanto pericolosa – incalza Nicola Bertini capogruppo Forum sulle pagine web del Corriere Etrusco – abbiamo già denunciato come, grazie ai piani di Baratti e di Rimigliano, la costa nord della Val di Cornia stia subendo una trasformazione che porterà alla formazione di un unico villaggio turistico diffuso, fatto di seconde residenze, campeggi, casette, Rts, che collegherà, lungo la direttrice della Principessa, San Vincenzo alla Fabbricciane. Ieri il Park Albatros (6000 posti letto) a San Vincenzo, oggi l’agricampeggio a Carlappiano domani chissà. Interessi immobiliari molto forti e sempre assecondati dalle amministrazioni, trasformano la funzione pubblica del territorio che in breve tempo sarà asservito alle esigenze del cemento. Anche la costa est, così faticosamente recuperata dall’abusivismo, conoscerà un ben triste destino se le amministrazioni sceglieranno di assecondare le esigenze degli interessi economici preminenti. La miopia di tale azione amministrativa è clamorosa».

m. p.

La Nazione 23.1.2011

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