Scavi archeologici sulla costa: il Pd attacca “Cambiaverso”

Scavi archeologici sulla costa: il Pd attacca “Cambiaverso”

Il Pd prende le distanze da Cambiverso (associazione renziana) sulla questione degli scavi effettuati sulla spiaggia di Baratti. L’associazione coordinata dall’ex assessore Martina Pietrelli aveva espresso contrarietà e come priorità aveva indicato il progetto antierosione e la partenza del ripascimento nel golfo.

«Siamo davvero stupiti dello stupore per aver posto un problema reale su cui molti cittadini si interrogano – sottolinea Cambiaverso – e che, per altro verso, si colloca nel solco della relazione generale del Piano Particolareggiato di Baratti del 2012. Noi abbiamo solo evidenziato un problema che fa i conti con i fatti, ovvero che da un lato il progetto antierosione e di ripascimento non è partito, mentre l’attività archeologica è cresciuta in maniera rilevante sull’arenile, con il rischio di un cortocircuito tra processi che avrebbero dovuto andare di pari passo.

Per questo abbiamo posto laicamente il problema di valutare l’impatto dell’attività archeologica su un arenile che necessita di interventi urgenti di ripascimento, finanziati da molti anni e al momento non realizzati . Questo è il punto su cui ci si dovrebbe interrogare senza guerre di religione né tabu perché basta fare un giro a Baratti e si può facilmente notare, come in un tratto del golfo ci siano cantieri aperti piuttosto visibili a fronte di un arenile del tutto consumato. Chi si occupa nell’amministrazione pubblica di assetto del territorio ed ha a cuore, nel concreto, la funzione archeologica dovrebbe occuparsi di un equilibrio tra funzioni diverse e complementari proprio per evitare il rischio che vengano percepite come in conflitto».

Ma il Pd, a livello di Federazione Val di Cornia, è di un altro avviso. «Il Partito Democratico della Val di Cornia ritiene necessario esprimere alcune precisazioni in merito alle esternazioni – comparse sulla stampa – riguardanti il sito archeologico di Baratti – evidenzia il segretario comunale Ettore Rosalba – l’associazione Cambiaverso Costa Toscana ha legittimamente fornito una propria posizione autonoma su questo tema. Lo fa fuori da ogni percorso politico di partito, e non è la prima volta che questo accade.

La posizione di Cambiaverso, però, non collima con quella del Partito Democratico del territorio che, invece, condivide totalmente le parole dell’assessore alla cultura Paola Pellegrini e del presidente della Parchi Val di Cornia Francesco Marcia Ghizzani, i quali hanno evidenziato il valore storico, strategico e turistico del sito archeologico di Baratti, un luogo unico dove l’equilibrio tra la ricerca storica e la salvaguardia della costa sono monitorate costantemente con competenza. 

I 5 Stelle: “Ripristini necessari dopo i cantieri”

Le diverse posizioni emerse su Baratti, in merito agli scavi sulla spiaggia, il Movimento 5 Stelle le definisce «una guerra fra bande». «L’Associazione Costa Toscana Cambiaverso è intervenuta sollecitando la chiusura dei «cantieri archeologici autorizzati in riva al mare», ritenendoli una causa dell’erosione della spiaggia.

L’assessore Paola Pellegrini ha contestato questa posizione. L’assessore Marco Chiarei, rispondendo ad una nostra interrogazione, ha sostenuto che «i vari scavi archeologici effettuati, ed in corso d’opera, sul litorale di Baratti» rappresentano una «criticità» per gli equilibri dell’arenile. Su questa stridente contraddizione, chiederemo alla Giunta di fare chiarezza.

Ci sembra che, all’interno del Pd, manchino un po’ di collegamenti». Il M5S sostiene che «la ricerca archeologica sul litorale non si può fermare, ma con due appunti. Intanto sarebbe opportuno che i cantieri, a fine di ogni campagna, fossero restituiti in condizioni ordinate e fruibili per la balneazione.

Infine la storia di Baratti non si ferma con la cessazione dell’antica siderurgia etrusca e romana e ci chiediamo perché ci si ostini a trascurare tutti quei valori inespressi, che non siano riconducibili al mondo antico».

La Nazione 22.3.2016

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