Rossi e Settis: il territorio? Va riusato, non consumato

Sul caso Rimigliano il presidente Enrico Rossi non si sbilancia. A margine della presentazione del libro di Salvatore Settis, «Paesaggio, costituzione, cemento» che si è svolta ieri a Pisa, il progetto del Comune di San Vincenzo di edificare ex novo un grande albergo (18 mila metri cubi di edificio) e di recuperare 17 mila metri quadri di fabbricati rurali nella tenuta di Rimigliano non è stato neppure nominato. «Ne parlerò — ha dichiarato Rossi —ma quando sarà il momento».

Dalla discussione generale intorno al libro alcuni indizi sono emersi. «E’ necessario — ha detto il presidente — puntare sul riuso e non sul consumo del territorio, un riuso che deve essere di qualità come avverrà con l’ospedale Santa Chiara a Pisa». Del resto quello del «riutilizzo» è uno dei temi centrali sviluppati da Settis. «L’Italia è il Paese europeo con la minore crescita demografica e il maggiore consumo di suolo — ha detto — In soli 15 anni la superficie agricola è calata del 17%. Siamo passati dai campi si sterminio allo sterminio dei campi».

Fra i grandi imputati, la sovrapposizione di competenze fra i vari enti e la supremazia dell’interesse privato rispetto al bene pubblico. «Dialogare con i Comuni e rendere pubblico il dibattito aiuta — ha detto Rossi — anche per coinvolgere le associazioni e i cittadini». E per risolvere i conflitti di competenze ed avere una regia unica, ha auspicato il presidente, ci vorrebbe un Senato federale. «Questo è uno dei punti in agenda — ha precisato Rossi — se andremo al governo dopo le prossime elezioni». Intanto la Toscana entro il 2012, in accordo con il ministero per i Beni e le Attività Culturali, varerà il piano paesaggistico. «Si tratta di censire — ha spiegato il governatore — i territori e i beni da tutelare e da valorizzare, ma anche di individuare le aree degradate».

Marina Magnani
Corriere Fiorentino 23.7.2011

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