“Rimigliano meritava un dibattito più forte” Morisi replica a Berrighi

Caro direttore,
qualche rigo di precisazione circa l’intervista del signor Berrighi sulla vicenda di Rimigliano. Primo, nella mia intervista al Corriere fiorentino io non ho parlato di “condono camuffato” ma ho detto una cosa ben diversa: “che non si può pensare che l’intera operazione si regga su un condono camuffato”: che è semplicemente affermare che va evitato ogni possibile dubbio in merito e che dunque la ricognizione su cui deve basarsi la variante comunale non può ignorare questa esigenza.

Non facevo alcuna constatazione su una situazione di fatto, ma esprimevo un ovvio e doveroso auspicio, a maggior ragione prima della pronunzia del consiglio comunale a seguito dell’osservazione della Regione Toscana. Secondo, ho detto durante l’assemblea del 30 settembre che «Vi sono aspetti di legittimità urbanistica che non possono essere ignorati»; appunto, ritenevo e ritengo che non vadano ignorati. Non ho detto che la delibera comunale li avrebbe ignorati.

Terzo, il mio ruolo. Mi dispiace per chi lo pensa o se lo augura o chi lo paventa o chi lo vede con fastidio: il garante regionale per la comunicazione nel governo del territorio non è un “arbitro” ma qualcuno che, nell’ambito delle proprie competenze (i principi, i fini, le norme e gli obiettivi del Piano di indirizzo territoriale della Regione Toscana: la sua “costituzione territoriale”) deve garantire (sottolineo, “garantire”) che i cittadini, organizzati e non, siano adeguatamente informati dei problemi connessi a una qualche trasformazione che incida sul territorio, le sue risorse, il suo paesaggio. E deve stimolare e aiutare una simile azione anche presso le amministrazioni locali e i rispettivi garanti (che è la ragione per cui ho accettato di buon grado di partecipare all’assemblea dello scorso 30 settembre a San Vincenzo su invito del garante comunale, che di nuovo ringrazio). In quell’assemblea e in quanto ho detto poi al Corriere Fiorentino il 2 ottobre, questo ho fatto. Nulla di più nulla di meno. La cosa può avere infastidito qualcuno e me ne duole. Ma il garante non è uno yes-men, né un mediatore o un arbitro: ha sulle sue spalle “soltanto” il compito di consentire e assicurare, a chi vuole, di conoscere i termini, anche e soprattutto se importanti e densi di interrogativi, di una qualunque trasformazione territoriale aperta. E Rimigliano primeggia in una simile categoria.

Infine, e spero che il sig. Berrighi non me ne voglia né minacci ulteriori querele, mi chiedo da garante e non col senno del poi: non si potevano chiarire i termini, le visioni, le analisi e gli stessi pregiudizi che investono il caso di Rimigliano in un qualche dibattito pubblico (non qualche assemblea, pur meritoria ma che è altra cosa e che non a caso produce polemiche inesauste) ben strutturato e con certezza di informazioni, modi e tempi? Forse non si sarebbe data la stura a uno strascico indefinito di sospetti, fraintendimenti, forzature e “permali” sia politici che mediatici?. Magari, anzi di certo, tutti sarebbero rimasti della loro opinione, ma almeno ognuno avrebbe potuto squadernare in pubblico dati, ragioni e obiettivi. E soprattutto i rispettivi giudizi di valore circa l’opportunità e la congruità culturale dell’intervento.

Capisco bene che per chi fa politica e amministrazione professionalmente la cosa risulti di dubbia digeribilità e che chi fa impresa la viva con fastidio. Ma nelle economie che “tirano” avviene il contrario perché si sa bene che il consenso elettorale e la democrazia rappresentativa non bastano da soli a garantire la qualità e la difendibilità di un progetto territoriale, e che la polemica e anche il conflitto sono fonti preziose di cautela e di miglioramento di piani e progetti. Altrimenti, anche le migliori intenzioni, persino quelle nella più perfetta buona fede, senza discussione pubblica, soffrono per insufficienza di credibilità, tempi lunghi, costanti ripensamenti. Non è un problema solo italiano né, tanto meno, solo toscano, è un’esigenza generale delle democrazie contemporanee che è un male continuare a rimuovere.

Massimo Morisi, garante della comunicazione della Regione Toscana

Il Tirreno 11.10.2011 – Lettere e Opinioni

Parola di Berrighi «La tenuta di Rimigliano rimarrà un paradiso» Intervista all’imprenditore pubblicata su Il Tirreno 9.10.2011

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