Progetto Rimigliano: “difficile immaginare che questa opera sia realizzata nell’interesse del territorio”

Pubblichiamo questo messaggio inviatoci da un cittadino in risposta a Livio Cristiani:

Gradivo esprimere alcune considerazioni sulle affermazioni fatte da Livio Cristiani alla Nazione e pubblicate oggi in merito all’edificazione della ex Tenuta di Rimigliano che a mio avviso sono molto interessanti.

Nella prima parte dell’articolo Cristiani critica coloro «che ogni qual volta c’è un iniziativa di qualche interesse» dicono no «avendo una visione del territorio e del suo assetto fortemente legata alle vacanze». Penso sia normale avere un’impronta rivolta alle ferie, da sempre San Vincenzo è una località di villeggiatura e questa edificazione non può che preoccupare coloro che amano o usufruiscono di Rimigliano per quello che è stato ed è: un parco.

Tutto ruota intorno a “qualche interesse”, sì ma di chi? Difficile immaginare, visto la storia passata e recente che questo possa avere una ricaduta positiva e significativa sui cittadini in termini di lavoro o di fruizione e sulle attività commerciali: sempre maggiormente queste strutture assumano personale straniero, chiedono ed ottengono nel tempo spiagge private e servizi annessi, sono in definitiva dei piccoli villaggi “chiusi” ed autosufficienti. In questa ottica a mio avviso si inquadra l’opera tuttora in corso di ristrutturazione ed urbanizzazione del viale della Principessa e del parco. Più facile forse è immaginare chi abbia “qualche interesse”, grandi investitori ed imprese edili, agenzie immobiliari, persone benestanti.

Rimane pertanto difficile immaginare che questa opera sia realizzata nell’interesse del territorio, di coloro che ci vivono oppure sia rivolta alle generazioni future.

Concludo con un invito rivolto a tutti noi ad un maggior rispetto delle idee altrui, anche quando queste non coincidono con i propri interessi ed aspettative, non apostrofando nessuno con il termine “vari luminari” che nella realtà della vita quotidiana è, e deve, essere attribuito esclusivamente alle persone illustri dotate di un dono naturale.

Carlo Maria Cipolla (1922 – 2000), storico italiano: “La storia insegna anche se l’uomo raramente impara”.

San Vincenzo, 23/08/2011
In Fede
Alessio Pacchini

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