Probabile via libera a piscine e gazebo ma solo se rimovibili e in funzione d’estate

Probabile via libera a piscine e gazebo ma solo se rimovibili e in funzione d’estate

Gli ampliamenti degli hotel sarebbero in contrasto con la legge Galasso. E le Apuane sono salve: a parte tre eccezioni, niente cave sopra i 1200 metri.

Non piacerà molto agli albergatori della Versilia e neppure alle lobby del marmo, il piano del paesaggio rivisto e corretto dopo tre giorni di riesame al Ministero dei Beni culturali (Mibac) se Ardelio Pellegrinotti, uno dei consiglieri dem promotori degli emendamenti più discussi, mette subito le mani avanti: «Non si creda che ciò che arriva da Roma verrà approvato a scatola chiusa».

Per tutta la giornata di ieri il governatore Enrico Rossi e l’assessore regionale al territorio Anna Marson sono rimasti in una stanza del dicastero insieme ai tecnici del governo e al sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni per limare i passaggi più spinosi ed esaminare le venti schede di ambito in cui è stata suddivisa la Toscana. Altre nove ore di full immersion dopo tutta la giornata di mercoledì.

«Nessuna cancellazione del lavoro fatto nella commissione, ma una revisione degli elaborati, una risistemazione delle sue parti e un’ultima verifica di conformità al Codice dei beni culturali», prova a stemperare il governatore Rossi in mattinata rispondendo a chi ipotizza una sconfessione degli emendamenti presentati dal Pd toscano. Perché una cosa sembra chiara: non c’è ancora la versione definitiva, oggi la revisione proseguirà, lunedì il Mibac si riserverà una rilettura in solitaria prima di rispedire il testo a Firenze in vista dell’ultima discussione in aula, in programma il 25 marzo, ma si torna indietro.

Rewind, anche se non troppo
La retromarcia più clamorosa per il fronte che per settimane ha stiracchiato le maglie del piano in virtù di ragioni economiche e occupazionali potrebbe arrivare per gli alberghi e gli stabilimenti balneari collocati nella fascia a 300 metri dal mare. Nessuno si sogni di realizzare nuove costruzioni. Non solo. Sebbene il lodo Rossi avesse aperto alla possibilità di «adeguamenti e addizioni», adesso, a chi immaginava nuove gettate di cemento sulle dune o ampliamenti per incrementare il numero delle camere degli hotel vista mare, i tecnici del Mibac imporranno uno stop. Non ci sono accordi politici che tengano. Semplice: sarebbero in conflitto con la legge Galasso. Probabile via libera invece a «strutture temporanee e rimovibili» come gazebo e piscine, ma da installare a inizio stagione e da rimuovere con le prime nubi autunnali.

E il Pd toscano non potrà neppure contare in un appoggio dai renziani del governo. Pare infatti aver mortificato ogni esuberanza lo stesso Dario Franceschini mercoledì mattina. Al via ai lavori, si è rivolto così ad Anna Marson: «Assessore – ha scherzato il ministro – è riuscita a mettere d’accordo Corriere, Repubblica, Settis e Carandini, a questo punto io alzo le mani».

Così sono salve (con deroga) le Alpi Apuane
Non potranno essere ampliate né tantomeno aperte nuove cave sopra i 1.200 metri di altitudine, e non potranno essere riattivate quelle dismesse. Unica eccezione sopra quella quota dovrebbe essere concessa a tre bacini marmiferi, uno a Minucciano, in Garfagnana, gli altri due sul monte Corchia, sopra Levigliani, in Alta Versilia. Due versanti, un unico feudo elettorale. «Attenzione – precisa Pellegrinotti – si parla di tre aree e non di sole tre cave». Lì i cavatori potranno continuare ad estrarre marmo in virtù di ciò che è autorizzato, perché la loro esistenza avrebbe finalità «sociali» di sostentamento di paesini legati a doppio filo al lavoro dato dall’oro bianco. Non è chiaro però se, con l’okay di una valutazione ambientale, avranno l’opportunità anche di svilupparsi e aprire nuovi fronti di escavo.

Insomma, non un ritorno al purismo e all’ortodossia del primo piano Marson, quello adottato dal consiglio regionale la scorsa estate, ma un flash back del “lodo Rossi” sì, di quel faticoso accordo raggiunto grazie alla mediazione del presidente a fine febbraio. Un «compromesso non entusiasmante ma accettabile» avrebbe detto sul treno di ritorno a Firenze l’assessore Anna Marson. Insomma in questa storia di batti e ribatti l’ultimo punto va a favore del governatore.

Mario Neri- Il Tirreno 20.3.2015

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