Principessa più pericolosa con la pista ciclabile (un lettore del Tirreno)

In merito alla nuova pista ciclo-pedonale realizzata lungo la via della Principessa, ogni giorno si leggono pubbliche lamentele di cittadini, autisti e di quanti qui devono transitare. Spero che in fase progettuale abbiano tenuto conto della larghezza delle nuove carreggiate riferite sia alla larghezza del vari mezzi in transito (bus, camion, roulotte) sia alla situazione estiva del parcheggi.

Se per gli amministratori è tutto nella normalità, la nuova pista non ha modificato gli indici di pericolo, cioè le probabilità d’incidente non sono aumentate per il restringimento delle corsie, lo dichiarino. Se invece, come sostiene, un gran numero di persone, i rischi sono molto maggiori di prima, sappiano che le parti coinvolte potranno chiamare in causa come corresponsabile il comune di competenza.

Altra considerazione: dal momento che la pista ciclabile è già allungata perché non renderla obbligatoria per tutti i ciclisti? Abbiamo notato che alcuni utilizzano la nuova pista, mentre altri transitano sulle normali corsie, rendendo ancor più pericoloso il transito del mezzi costretti al sorpasso.

Un’ultima considerazione per la cordonatura in cemento manufatto che divide la pista ciclabile dalle normali corsie; a questo scopo mi limito a citare cosa dice l’articolo del Regolamento di attuazione del nuovo Codice della della strada: «Le cordonature longitudinali divisorie di corsie debbono essere saldamente fissate al suolo, debbono consentire il deflusso delle acque e debbono avere un profilo tale da consentirne il facile sormonto, senza pericolosità, in caso di necessità eventuali». Ognuno, dopo averli osservati, tragga le proprie conclusioni.
Giorgio Pei (San Vincenzo)

Il Tirreno 17.7.2011

Foto: http://san-vincenzo-livorno.blogspot.com/

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