Piano d’emergenza contro l’erosione nel golfo di Baratti

Baratti non può più aspettare. Il piano antierosione della Provincia ha superato la valutazione d’impatto ambientale della Regione, ma i sui tempi d’attuazione sono troppo lunghi. «Ci sono situazioni che hanno superato il livello d’allarme – sostiene l’assessore Marco Chiarei – e dobbiamo intervenire subito».

I punti critici sono la chiesina di San Cerbone, gli scavi archeologici nella zona delle fonti e la spiaggia sottostante la Perla del Golfo.

«La Provincia sta preparando il progetto esecutivo per Baratti, ma San Cerbone va difesa ora – sostiene Chiarei – se non vogliamo rischiare che non ne resti più niente». Da qui la decisione di mettere in campo un progetto sperimentale per la messa in sicurezza in «tempi brevissimi», promette l’assessore. «Stiamo valutando con la Provincia e il professor Enzo Pranzini, dell’Università di Firenze, una soluzione transitoria che abbia un costo accettabile e che non comprometta il progetto definitivo».

In attesa di chiudere con barriere soffolte i due canaloni che secondo gli studi costituiscono le vie di fuga della sabbia dal golfo, si sta insomma pensando di realizzare barriere rimovibili vicino alla costa per salvare almeno la chiesa e gli scavi. C’è un’idea concreta di cui oggi Chiarei parlerà coi tecnici della Provincia. Già fissato anche un incontro con l’assessore regionale all’ambiente Annarita Bramerini. «Dobbiamo valutare la sostenibilità finanziaria dell’intervento, ma chiarisco subito che, anche se ne verrà fuori una soluzione esteticamente brutta, sarà comunque provvisoria e la priorità è salvare il salvabile».

Un po’ di respiro, mentre si attende che la Provincia predisponga il suo progetto esecutivo. Sono ormai trascorsi dalla presentazione del primo progetto preliminare. Una vicenda che lo stesso sindaco Anselmi, durante la prima giornata del percorso partecipato sul piano particolareggiato di Baratti, non ha esitato a definire «un esempio di inefficienza delle istituzioni».

Tutto quel che su Baratti si poteva sapere ormai si conosce. Ci sono almeno 40 anni di studi, in gran parte dovuti proprio al professor Pranzini. Nell’Ottocento la linea di costa davanti a San Cerbone era più avanzata di 10 metri. Dal 1954 ad oggi in alcuni punti la spiaggia di Baratti è arretrata di oltre 27 metri. Tra il 1984 e il 1996 a Nord del golfo l’erosione è avanzata al ritmo di 80 centimenti l’anno. Dal 2001 invece il mare è penetrato nella parte centrale e in quella Sud del golfo. Il progetto della Pronvincia mira a ridurre le vie di fuga della sabbia da due canaloni sottomarini individuati ai due lati della “beach rock”, che si sarebbe formata nella parte centrale del golfo negli anni Trenta, durante la lavorazione delle scorie di ferro lasciate dagli Etruschi. Successivamente è previsto un ripascimento con la sabbia di una cava sottomarina individuata al largo del golfo, ad una profondita di circa 70 metri. I soldi per iniziare ci sono, circa 1,2 milioni, ma basteranno appena per il primo stralcio dei lavori.

G.P.

Il Tirreno 18.11.2010

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