Paradù, ok alla riapertura del villaggio turistico

Paradù, ok alla riapertura del villaggio turistico

Castagneto, il giudice delle indagini preliminari toglie i sigilli alle case mobili. Confermato il provvedimento di sequestro per il resto della proprietà.

Lo spiraglio arriva a distanza di tre mesi dal provvedimento di sequestro preventivo disposto dal giudice delle indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Livorno ai danni del villaggio turistico Paradù. I sigilli vengono tolti sulle strutture già realizzate, ma restano sul resto della proprietà. Eppure è un passaggio importante, che consentirà di affrontare la stagione turistica con il villaggio in funzione. Il villaggio resort di case mobili in località Pianetti, inaugurato nel giugno del 2014, può riaprire.

È della mattina del 9 marzo l’ordinanza del Tribunale, firmata dal Gip Beatrice Dani. Incredulo l’amministratore delegato di Medonoratico, la società proprietaria della struttura, Riccardo Mariotti, che ad oggi è l’unico indagato nell’inchiesta della Procura di Livorno in merito al Paradù. «Non so se ridere o piangere, siamo riusciti in un’impresa che sembrava impossibile – dice –. E ora dobbiamo pensare alla riapertura. Per il Gip non sussistono più i motivi per mantenere la misura cautelare».

Dissequestro parziale.
Il Gip, secondo quanto affermato da Mariotti, aspettava il parere favorevole della Commissione paesaggistica, che si è espressa il 24 febbraio scorso sulla documentazione prodotta da Medonoratico a seguito della sentenza del Tribunale del Riesame e della sospensione delle autorizzazioni rilasciate dalla Soprintendenza. La stessa che nei giorni scorsi ha fatto visita al villaggio. Un dissequestro parziale che riguarda la zona attrezzata, che comprende il ristorante, il self service, la pizzeria market, piscine, boutique, mini club, teatro, magazzino, reception, parcheggio per veicoli, attrezzature sportive e area polifunzionale, locali deposito e di alloggio impianti per il trattamento delle acque. Mentre rimane sotto sequestro la restante parte, in cui dovrebbe essere installata la restante parte di case mobili. Qui si ordina di mantenere intatto lo stato dei luoghi, raccomandando controlli quindicinali degli enti preposti.

Le integrazioni.
Sono state prodotte la relazione paesaggistica e la cartografia approfondite, come richiedeva la Procura, con l’esatta indicazione numerica delle strutture mobili, della loro ubicazione e con una sensibile riduzione del numero complessivo di strutture mobili, dalle previste 654 a 393. È inoltre sospesa la procedura di annullamento, in autotutela, intrapresa dalla Sovrintendenza di Pisa, a seguito del ricorso presentato dalla proprietà. Infine è stato fatto il deposito all’ufficio del Genio civile della documentazione necessaria per la valutazione anche dell’aspetto sismico e idrogeologico. Resta da verificare, in sede di perizia (che non potrà essere effettuata prima della fine di marzo), che le strutture mobili non siano collocate in corrispondenza delle zone a più elevata pericolosità: vicino a corsi d’acqua.

Dal Comune.
«Sono soddisfatta dell’atteggiamento responsabile delle istituzioni e dell’autorità giudiziaria in particolare, perché hanno tenuto conto delle ricadute sociali ed economiche della vicenda sul territorio – afferma il sindaco di Castagneto Sandra Scarpellini –. Un percorso in cui ognuno ha lavorato per quanto di propria competenza. Sono in attesa di leggere il decreto del Gip».

Divina Vitale – Il Tirreno 10.3.2015

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