Orti Bottagone diventa d’interesse internazionale

Orti Bottagone diventa d’interesse internazionale

L’oasi Wwf ha tutti gli importanti requisiti richiesti dalla Convenzione Ramsar Canu: «Grazie all’impegno degli attivisti e di Politi, ora maggiore tutela»

Tra le sette, nuove, zone umide di importanza internazionale c’è il padule Orti Bottagone. Ora anche quest’Oasi Wwf è “zona Ramsar” insieme alla palude di Fucecchio, il lago di Sibolla, l’ex lago e palude di Bientina, il lago e la palude di Massaciuccoli, la palude della Trappola- Foce dell’Ombrone, la palude di Scarlino. I relativi sette decreti ministeriali sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale europea.

«A queste sette aree – spiegano al Wwf Toscana – è stato riconosciuto l’importante ruolo ecologico che svolgono in varie parti della Regione ed è stato riconosciuto il particolare valore naturalistico degli habitat inclusi nell’area, rappresentati da ambienti altamente significativi e diversificati sotto gli aspetti floristico-vegetazionali, che si caratterizza con significativa fitocenosi e per la presenza di specie di flora particolari o rare». «Un riconoscimento importante – commenta il responsabile nazionale Oasi, Antonio Canu – e fortemente voluto dal Wwf. Il coronamento di un percorso cominciato con l’acquisizione dell’area a l’istituzione della riserva naturale.

Gran parte del merito – sottolinea – va agli attivisti del Wwf: a cominciare da Paolo Maria Politi, che da responsabile ha dedicato tanti anni al successo dell’Oasi». Questo perché il padule Orti Bottagone, come le altre simili zone umide, resta fondamentale per l’avifauna acquatica, soprattutto quale habitat di sosta e alimentazione durante il periodo delle migrazioni per numerose specie di uccelli acquatici e che, vi si rinvengono regolarmente fra cui molte comprese nell’elenco della direttiva per gli uccelli. Così, proprio queste zone, assumono valore particolare per il mantenimento della diversità ecologica e genetica della Regione grazie alla ricchezza e alla originalità di flora e fauna. In altre parole tali zone soddisfano i requisiti richiesti dalla Convenzione internazionale di Ramsar, la convenzione che fornisce il quadro per l’azione nazionale e la cooperazione internazionale per la conservazione e l’uso razionale delle zone umide e delle loro risorse.

«La convenzione – confermano al Wwf Toscana – si pone come obiettivo “la conservazione e l’utilizzo razionale di tutte le zone umide attraverso azioni locali e nazionali e la cooperazione internazionale, quale contributo al conseguimento dello sviluppo sostenibile in tutto il mondo”. Dove per utilizzo razionale delle zone umide, si deve intendere il mantenimento della loro funzione ecologica, raggiunto attraverso l’attuazione di “approcci ecosistemici, nel contesto di uno sviluppo sostenibile”».

Cosa cambierà ora per Orti Bottagone? «Sarà necessario – risponde Antonio Canu – maggiore impegno sia nella tutela che nei monitoraggi. Servirà un nuovo e proficuo rapporto di collaborazione tra noi e le amministrazioni pubbliche. Essere Ramsar dà maggior valore all’area». Costituendo queste zone umide “una risorsa di grande valore economico, culturale, scientifico e ricreativo, la cui perdita sarebbe irreparabile” a garantire la sorveglianza del territorio saranno corpo forestale dello stato e altre forze di polizia. Orti è visitabile ogni weekend, col Centro guide Costa etrusca (info 389 9578763).

Cecilia Cecchi – Il Tirreno 16.11.2013

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