Lettera del Comitato per Campiglia al sindaco di Piombino dopo il Convegno «La città a più voci»

Gent.mo Sig.
Sindaco del Comune di Piombino

Ho assistito con interesse a quasi tutto il Convegno “La città a più voci” che mi è stato utile per capire quanto sia importante la partecipazione e quanto ci sia ancora da fare per promuoverla e migliorarne la qualità.

Quello che non ho gradito è l’atteggiamento di insofferenza per i comitati che L’hanno portata a dire parole molto pesanti nei loro confronti, pur non avendo essi fatto alcuna azione dimostrativa e di disturbo durante il Convegno, per una ovvia ragione di interesse sui contenuti e di educazione nei confronti dei partecipanti.

Vorrei allora capire come questi Suoi desideri di demolizione si accordino con lo Statuto della Regione Toscana che nel Titolo VI –“ Il sistema delle autonomie “ all’art. 59 (Sussidiarità sociale) dice “ La regione favorisce l’autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro aggregazioni per il diretto svolgimento di attività di riconosciuto interesse  generale”.

Vorrei anche che mi spiegasse come le Sue parole siano in sintonia con la legge 69/2007, oggetto del Convegno, che all’art. 1 – Principi- al comma 2 dice che “ La presente legge si pone in attuazione, in particolare, delle seguenti disposizioni dello Statuto : ……d) articoli 58, 59 sulla sussidiarità istituzionale, in quanto favorisce l’attività autonoma degli abitanti e dei soggetti sociali organizzati sia nei processi partecipativi che nella valorizzazione delle competenze diffuse nella comunità regionale “.

Poiché i Comitati sono aggregazioni di cittadini e soggetti sociali organizzati, non mi è chiaro come Lei possa da una parte promuovere un Convegno sulla partecipazione e dall’altra usare parole di discriminazione nei confronti dei Comitati.

Resto in attesa di un gradito chiarimento, augurandoLe buon lavoro.

Campiglia Marittima  30-09-2010

Comitato per Campiglia
Il Presidente Alberto Primi

Risposta del Sindaco di Piombino:

Piombino, lì 1 ottobre 2010

Al Presidente del Comitato per Campiglia
Alberto Primi

Gentile signor Primi,

apprendo dalla sua lettera che le mie dichiarazione di sabato scorso in occasione del convegno “La città a più voci” sono state completamente stravolte. Non so se lei fosse presente al momento del mio intervento, in ogni caso pare evidente che le mie parole non sono state capite oppure  semplicemente non sono state ascoltate, da lei o da chi le ha restituito le notizie, e che su questa base lei ha ritenuto giusto inviare una lettera pesantemente accusatoria.

Come è stato riportato dalla stampa subito dopo il convegno, e come può essere testimoniato facilmente dai partecipanti alla giornata, il mio intervento, nei toni e nei contenuti, era l’esatto contrario di quanto da voi riportato. Non ho mai parlato di abbattimento dei comitati. Al contrario, e cito testualmente, ho detto che “le distanze che appaiono così vistose tra la società organizzata e il mondo delle istituzioni dovrebbero essere superate. Questo muro di diffidenze che spesso è preventivo deve essere incrinato. Nel merito nessuno lavora per raggiungere risultati distruttivi per il territorio. Se i piani possono essere corretti verso obiettivi condivisi, questo non dovrebbe suscitare elementi di frizione. Serve reciprocità e pariteticità nel dibattito”. Quindi sono i muri di diffidenza tra comitati e istituzioni che vanno abbattuti e non i comitati.

Per il resto ritengo che tutto sia certamente migliorabile e che le critiche e i consigli siano utili a tutti, in un quadro però di rispetto reciproco e di riconoscimento dei rispettivi ruoli e responsabilità.

Cordialmente

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