L’ennesimo sacco di San Vincenzo è in gestazione

L’ennesimo sacco di San Vincenzo è in gestazione

Si prepara un nuovo sacco urbanistico sanvincenzino. Una variante dopo l’altra ad un anno dalle elezioni si firmano ipoteche gravissime che graveranno sul territorio ed impoveriranno ulteriormente la comunità.

In barba alle centinaia di migliaia di euro spesi in progettazioni e incarichi per scrivere gli strumenti urbanistici si continua ad operare in variante senza dar vita ad una strategia complessiva ed omogenea in cui riconoscere il futuro del nostro paese. Oggi possiamo dire con chiarezza che a San Vincenzo la pianificazione urbanistica non serve. Inutile partorire migliaia di pagine di relazioni e norme col solo scopo di variarle all’infinito tanto da non distinguerne neppure più la genesi.

Altro cemento un po’ ovunque, prima di dover sottostare alle nuove norme regionali che pongono qualche limite in più all’espansione edilizia incontrollata, l’amministrazione comunale corre ad avviare varianti per migliaia di metri quadri.

Il metodo è chiaro ed è stato più volte ammesso candidamente: anziché pianificare il territorio si accettano le sollecitazioni dei privati. Se questo è amministrare, oltre a smetterla di scrivere piani regolatori, sarà il caso di farla finita di eleggere il sindaco e il consiglio e di nominare la giunta giacché, per raccogliere le richieste dei vari privati e riportarle pedissequamente e di volata su una cartografia, è sufficiente un impiegato.
Ciò che è chiaro però è che sono solo le richieste di alcuni privati a generare un comportamento amministrativo ‘sì sollecito.

Il metodo è sempre lo stesso: far scappare tutti i buoi, anche i più lenti e sonnacchiosi, prima di essere costretti a chiudere la stalla. Si verificò la stessa condotta amministrativa nel 1997 prima del piano strutturale dell’anno successivo.

Oggi si concedono edificazioni senza una neppur vaga logica urbanistica nell’area del distributore di metano, si ammette la realizzazione di un supermercato appiccicato al cancello del cimitero, si concedono 400 metri quadrati in più al già più che discutibile intervento al podere San Francesco, si desidera permettere di invadere la tenuta di Rimigliano con ville di lusso e si prevede di piazzare l’area camper in uno dei posti più problematici e meno raggiungibili del territorio comunale e, d’estate, forse di tutta la Toscana. L’area sarebbe infatti ricavata al Fosso di Botro ai Marmi con accesso da via della Principessa.

Il piano di hotel di lusso di Riva degli Etruschi sconvolgerà tutta l’area compresa tra il Burger King e la ferrovia dove fino ad oggi erano previsti solo servizi.

Questo dipende dal fatto che, nell’ennesimo slancio di trasparenza, queste fondamentali scelte per il futuro del territorio sono state prese da pochissimi soggetti nelle segrete riunioni della giunta. Ancora una volta il consiglio comunale, e a maggior ragione l’opinione pubblica, si dovrà limitare a ratificare una paccottiglia abborracciata su cui nessuno ha avuto modo di esprimere un parere preventivo.

Ci sarà modo di denunciare la natura gravissima di ciascuna variante proposta ma da subito denunciamo il metodo e l’assenza assoluta di pianificazione urbanistica e di strategia territoriale che simili scelte palesano.

Su tutto rimane il ritardo culturale drammatico di un’amministrazione retriva convinta che il cemento sia pane e che asfaltando si renda ricco il paese. L’ennesimo sacco di San Vincenzo è in gestazione. Senza una presa di coscienza della cittadinanza, dovremo attendere un decennio per rimpiangere, quando è abbondantemente troppo tardi, quanto perso a causa di una classe dirigente pronta a tutto per mantenersi la poltrona.

Gruppo consiliare Assemblea Sanvincenzina

 

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