La Confesercenti travisa la realtà (Comitato Giù le mani da Baratti)

L’unico obiettivo del Comitato è la tutela di Baratti.  Per questo insistiamo nella richiesta di tutti i documenti e gli studi elaborati dall’amministrazione comunale. Di fronte a una posizione così chiara, ci chiediamo perché la Confesercenti mistifichi la realtà pur di coprire le responsabilità del Comune.

Il Comitato “Giù le mani da Baratti” non ha chiesto le dimissioni dell’assessore Francardi, ma i documenti e gli studi del piano particolareggiato che esistono, non sono stati finora resi noti e continuano ad essere inspiegabilmente negati.

È evidente che se non si trovano o non li vuole mettere a disposizione del percorso partecipato allora sarebbe normale che l’assessore ne traesse le conseguenze.

Le schede del piano particolareggiato sono state prodotte dal Comune, non dal Comitato. Le notizie dell’annuncio di vendita del Casone sono uscite sulla stampa, non dalla penna del Comitato. Quali sarebbero, dunque, gli “altri obiettivi del Comitato” a cui allude Confesercenti? Il Comitato ha un solo obiettivo: la tutela di Baratti.

Le nostre proposte sono state confrontate e condivise con centinaia di cittadini e molti imprenditori, presentate ai tavoli del percorso partecipativo e illustrate dettagliatamente in un documento inviato a Sociolab, la società di consulenza che gestisce il percorso partecipativo. Il quale, è bene ricordarlo, difficilmente sarebbe iniziato se non ci fosse stata la straordinaria mobilitazione di “Giù le mani da Baratti”. Tuttavia riteniamo che non ci sia vera partecipazione se manca una corretta e completa informazione. Per questo insistiamo nella richiesta di tutti i documenti e gli studi elaborati dall’amministrazione comunale.

Fin dall’inizio abbiamo proposto che la discussione fosse libera e senza vincoli. Il Comune ha preferito indirizzarla rigidamente lungo i binari prestabiliti del suo frettoloso e parziale Piano Particolareggiato. Ora che la proprietà del Casone ha dichiarato di non avere fretta e che le andrebbero bene varie destinazioni d’uso, torniamo a proporre di ripartire dall’inizio, approvando prima, come è prassi normale della programmazione urbanistica, il regolamento urbanistico e valutare poi la necessità di un piano per Baratti.

Di fronte a una posizione così lineare, trasparente, propositiva e chiara del Comitato, ci chiediamo il perché di questa artefatta mistificazione operata dalla Confesercenti. Non erano finiti i tempi delle “cinghie di trasmissione” tra associazioni di categoria, sindacati e partiti? Ci permettiamo di suggerire alla Confesercenti di pensare a rappresentare gli interessi degli operatori commerciali e turistici invece di cercare maldestramente di coprire le responsabilità del Comune con argomentazioni che travisano la realtà.

Il Comitato “Giù le mani da Baratti”
Piombino, 15 dicembre 2010

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