In Val di Cornia il diritto di accesso agli atti è carta straccia

In Val di Cornia il diritto di accesso agli atti è carta straccia

Recentemente il Comitato per Campiglia, ha richiesto di prendere visione di documenti nei Comuni di Campiglia Marittima, San Vincenzo e Piombino.

A Campiglia è stata richiesta copia delle numerose Convenzioni firmate tra Comune e Lottizzatori degli edifici davanti alla Stazione (tutti atti pubblici), nonché di un disegno relativo al progetto esterno della stazione (progetto pubblico).

A San Vincenzo è stato richiesto di vedere il progetto dei parcheggi e viabilità (pubblici) da realizzare con gli oneri incassati dal Park Albatros e il primo progetto approvato nella Tenuta di Rimigliano.

A Piombino è stato chiesto di prendere visione della progetto della R.T.A. di Salivoli e il relativo certificato di agibilità.

Le motivazioni dichiarate dal Comitato nelle richieste sono state di Studio dei fenomeni di trasformazione del territorio e di Studio sulle RTA in Val di Cornia, in conformità agli scopi dello Statuto del Comitato che è stato allegato alle richieste.

Per tutte le richieste è stato formulato un parere negativo, in tutto o in parte, o dilazionatorio.

Campiglia, ha motivato il diniego dicendo che per le avere le copie occorre avere un “interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti”, dimenticando che i documenti li aveva già forniti per consultazione al Comitato stesso poche settimane prima.

San Vincenzo ha motivato il diniego dichiarando che occorre prima dimostrare di avere “un interesse Diretto, Concreto e Attuale” in generale, e in particolare per il Park Albatros ha dichiarato che questo ha dato parere negativo (in merito ad opere pubbliche) perché il Comitato si deve interessare di Campiglia e non di San Vincenzo.

Piombino ha dichiarato l’accessibilità al progetto di Lottizzazione e Convenzione della RTA, ma non al certificato di agibilità perché non si può accedere ad atti depositati in Comune se non soggetti a pubblicazione e occorre “dimostrare la titolarietà di un interesse giuridicamente protetto”.

Il comma 2 dell’art. 22 della legge 241/1990 modificato dall’art. 10 comma 1 della legge 69/2009 recita: L’accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza. Inoltre il comma 3 della L. 241/90 recita : Tutti i documenti amministrativi sono accessibili, ad eccezione di quelli indicati all’articolo 24, commi 1, 2, 3, 5 e 6.(non è il nostro caso).Infine all’art. 22 della Legge 241/90 viene specificato che l’accesso è consentito per tutti i documenti amministrativi intendendo per questi: ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale.

Alla luce delle risposte date, è evidente la volontà dei Comuni della Val di Cornia interpellati, di rendere inaccessibili i documenti amministrativi impedendo la partecipazione, l’imparzialità e la trasparenza dell’attività amministrativa per tutti i cittadini che evidentemente devono essere governati all’insaputa di tutto.

Questo fenomeno è inaccettabile in un paese che si dice democratico, ma purtroppo non meraviglia più di tanto alla luce del comunicato del M5S Campiglia-Venturina pubblicato su Corriere Etrusco. Questo rivela infatti che al 2-10-2013, nella classifica dei siti di tutti gli Enti Locali italiani redatta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per misurare la trasparenza dei siti web delle Pubbliche Amministrazioni riguardo informazioni, consulenti, assenteismo, documenti di bilancio, pagamenti, servizi erogati, performance, società partecipate ecc., Campiglia Marittima si attesta all’ultimo posto non rispettando nessuno dei 65 indicatori da rispettare, e, aggiungiamo noi, con Campiglia, alla fine di questa classifica in buona compagnia di Campiglia troviamo proprio San Vincenzo e Piombino.

Questa situazione è già stata denunciata alla Presidenza della Regione Toscana e al Garante Regionale della Comunicazione perché, alla luce della stessa legge regionale 9/2013, si provveda ad eliminare queste limitazioni improprie al diritto di accesso.

Nel caso poi che i Comuni interpellati rifiutassero di fornire quanto richiesto, il Comitato per Campiglia provvederà ad informare la Magistratura.

Campiglia Marittima 24-10-2013

Comitato per Campiglia
Alberto Primi

Sulla stampa:

La Nazione 25.10.2013:

VALDICORNIA LA DENUNCIA DI PRIMI, PRESIDENTE DEL COMITATO
«Non ci hanno permesso di accedere agli atti»
«Intervengano il Garante della Comunicazione e Rossi»

MANCANZA di trasparenza e accesso negato agli atti: la denuncia del Comitato per Campiglia. Recentemente Alberto Primi, in qualità di presidente del Comitato, ha richiesto di prendere visione di documenti nei Comuni di Campiglia Marittima, San Vincenzo e Piombino.« «A Campiglia è stata richiesta copia delle numerose convenzioni firmate tra Comune e lottizzatori degli edifici davanti alla Stazione (tutti atti pubblici), nonché di un disegno relativo al progetto esterno della stazione (progetto pubblico) – spiega Primi – a San Vincenzo è stato richiesto di vedere il progetto dei parcheggi e viabilità (pubblici) da realizzare con gli oneri incassati dal Park Albatros e il primo progetto approvato nella Tenuta di Rimigliano. A Piombino è stato invece chiesto di prendere visione del progetto della Rta di Salivoli e il relativo certificato di agibilità». Le motivazioni dichiarate dal Comitato nelle richieste sono state di studio dei fenomeni di trasformazione del territorio e di studio sulle Rta in Val di Cornia, in conformità agli scopi dello Statuto del Comitato che è stato allegato alle richieste.

«PER TUTTE le richieste è stato formulato un parere negativo, in tutto o in parte, o dilazionatorio. Campiglia, ha motivato il diniego dicendo che per avere le copie occorre avere un “interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti”, dimenticando che i documenti li aveva già forniti per consultazione al Comitato stesso poche settimane prima. San Vincenzo – ricorda Primi – ha motivato il diniego dichiarando che occorre prima dimostrare di avere “un interesse diretto, concreto e attuale” in generale, e in particolare per il Park Albatros ha dichiarato che questo ha dato parere negativo (in merito ad opere pubbliche) perché il Comitato si deve interessare di Campiglia e non di San Vincenzo. Piombino ha dichiarato l’accessibilità al progetto di lottizzazione e convenzione della Rta, ma non al certificato di agibilità perché non si può accedere ad atti depositati in Comune se non soggetti a pubblicazione e occorre “dimostrare la titolarietà di un interesse giuridicamente protetto».

ALLA LUCE delle risposte date, è evidente la volontà dei Comuni della Val di Cornia interpellati, di rendere inaccessibili i documenti amministrativi impedendo la partecipazione, l’imparzialità e la trasparenza dell’attività amministrativa per tutti i cittadini che evidentemente devono essere governati all’insaputa di tutto. Questo fenomeno è inaccettabile in un paese che si dice democratico. Questa situazione è già stata denunciata alla Presidenza della Regione e al Garante Regionale della Comunicazione perché, alla luce della legge regionale 9/2013, si provveda ad eliminare queste limitazioni improprie al diritto di accesso. Nel caso poi che i Comuni interpellati rifiutassero di fornire quanto richiesto, il Comitato per Campiglia provvederà ad informare la magistratura.

 

Corriere Etrusco 25.10.2013

 

Il Tirreno 26.10.2013:

«Accesso agli atti negato dai Comuni, intervenga il Garante»
 Il Comitato per Campiglia protesta: bocciate tre richieste di ottenere la copia di convenzioni, disegni e progetti

«In Val di Cornia il principio generale del diritto di accesso agli atti è carta straccia». Così si esprime il presidente del Comitato per Campiglia, Alberto Primi, citando i casi di Campiglia, San Vincenzo e Piombino. «A Campiglia – racconta – è stata richiesta copia delle numerose convenzioni firmate tra Comune e lottizzatori degli edifici davanti alla stazione, tutti atti pubblici, come il disegno relativo al progetto esterno della stazione. A San Vincenzo – prosegue – è stato richiesto di vedere il progetto dei parcheggi e viabilità (pubblici) da realizzare con gli oneri incassati dal Park Albatros e il primo progetto approvato nella Tenuta di Rimigliano. A Piombino è stato chiesto di prendere visione della progetto della Rta di Salivoli e il certificato di agibilità».
Le motivazioni dichiarate dal Comitato nelle richieste sono state di studio dei fenomeni di trasformazione del territorio e di studio sulle Rta in Val di Cornia, in conformità agli scopi dello statuto, allegato alle richieste.
«Per tutte le richieste – dice Primi – è stato formulato un parere negativo, in tutto o in parte, o dilazionatorio. Campiglia, ha motivato il diniego dicendo che per le avere le copie occorre avere un “interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti”, dimenticando che i documenti li aveva già forniti per consultazione al Comitato stesso poche settimane prima. San Vincenzo ha dichiarato «che occorre prima dimostrare di avere “un interesse diretto, concreto e attuale” in generale, e in particolare per il Park Albatros ha dichiarato che questo ha dato parere negativo perché il Comitato si deve interessare di Campiglia e non di San Vincenzo. Piombino ha dichiarato l’accessibilità al progetto di lottizzazione e convenzione della Rta, ma non al certificato di agibilità perché non si può accedere ad atti depositati in Comune se non soggetti a pubblicazione e occorre “dimostrare la titolarietà di un interesse giuridicamente protetto”». Ma il comma 2 dell’articolo 22 della legge 241/1990 modificato nel 2009 recita: «l’accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza».
Così Primi sostiene che «è evidente la volontà dei Comuni della Val di Cornia interpellati, di rendere inaccessibili i documenti amministrativi impedendo la partecipazione, l’imparzialità e la trasparenza dell’attività amministrativa per tutti i cittadini che evidentemente devono essere governati all’insaputa di tutto. Questo fenomeno è inaccettabile ed è stato denunciato alla presidenza della Regione e al garante regionale della comunicazione».

Vietato diritto di accesso XL

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Un pensiero su “In Val di Cornia il diritto di accesso agli atti è carta straccia

  1. a Campiglia sono anche furbi !!! se ho capito bene , prima fanno vedere i docc. e poi negano la copia ? intanto l’architetto aveva già capito.
    Complimenti ! una inutile brutta figura

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