Il percorso partecipativo per Baratti e Populonia è solo l’inizio di un cammino (Comitato Giù le mani da Baratti)

Il percorso partecipativo sul PP di Baratti  è stato un vero momento di democrazia attiva, indiscutibilmente molto importante: speriamo che i partiti politici ne abbiano saputo cogliere il grande significato: tanti cittadini hanno partecipato spendendo il loro tempo per ragionare sul futuro di Baratti.  Questo è il punto da cui si deve partire se vogliamo che le persone si occupino di politica. Il percorso deve essere visto per quello che è stato, un successo di tutta la società civile é  un’occasione per i partiti per riavvicinarsi alla gente. Per questo motivo, secondo noi, l’amministrazione deve, innanzi tutto, fare sue le indicazioni espresse da chi si è impegnato: indicazioni che sono molto chiare e non che si prestano né a fraintendimenti e né a strumentalizzazioni. Se l’amministrazione di Piombino riuscirà a fare questa cosa, darà  un vero segnale di apertura. Questo è ripartire dalla base: non altro.

Vogliamo aggiungere che secondo noi il percorso rappresenta solo l’inizio di un cammino. Le posizioni condivise a maggioranza non necessariamente corrispondono a quelle del nostro Comitato, che ha sempre e soltanto sostenuto che qualsiasi scelta su Baratti ha bisogno di una discussione ampia e approfondita ‘a monte’ di qualsiasi decisione. Vogliamo inoltre ricordare e sottolineare che dai tavoli è emerso qualcosa di più di semplici indicazioni, seppur molto rilevanti e imprescindibili, come quella, per esempio, di riposizionare il centro velico nel Casone  (nei locali che oggi ospitano la  falegnameria) a venire fuori è stata la volontà unanime di discutere ancora, di capire meglio, di sapere di più. Questa è la direzione in cui si è sempre mosso e continuerà a muoversi il Comitato Giù le mani da Baratti.

Giù le mani da Baratti

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