Il Corriere Fiorentino dedica una pagina intera al caso Rimigliano

Con la nuova variante diventano «abitazioni» anche stalle e tettoie.
Diciassettemila metri quadrati di case da costruire e ristrutturare. E la Regione chiede chiarimenti.

Una stalla vale quanto un futuro appartamento? E la superficie coperta da una semplice tettoia, anche se in eternit, anche se bucherellata nel tempo, può essere considerata un volume urbanisticamente consolidato, ristrutturabile o recuperabile altrove? A Rimigliano sì, perché potrebbe succedere esattamente questo se passerà la variante urbanistica che prevede la costruzione di 180 seconde case e un albergo — da 6 mila metri quadrati — nella storica tenuta agricola di 560 ettari lungo la Principessa. Per i comitati però i numeri non tornano. E sul «decollo e atterraggio» di 17 mila metri quadrati di volumi ed edifici che andrebbero in parte ristrutturati e in parte demoliti e ricostruiti altrove nella tenuta anche la Regione ha chiesto al Comune di San Vincenzo maggiori dettagli. Per capire insomma come si è arrivati a quei 17 mila metri quadrati di superficie da riconvertire in seconde case. (…)

Clicca qui per leggere l’articolo di Alessio Gaggioli

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