San Vincenzo in rivolta contro l’ecomostro

Ieri San Vincenzo è stato tappezzato di cartelli e fotocopie di giornali contro la struttura in cemento in fase di realizzazione all’interno del bosco adiacente l’hotel “I Lecci”. Anonimi, al momento, gli autori, ma la protesta riprende quella del comitato formatosi recentemente contro la struttura, composto da decine fra residenti e turisti.

Il comitato, il cui nome è “Robin San”, aveva infatti annunciato nei giorni scorsi l’eventualità di forme di protesta simili.
La struttura, una specie di palazzina rialzata a due piani, si trova a circa 30 metri dal mare, in mezzo al bosco. E’ di notevoli dimensioni e in fase avanzata di realizzazione. La costruzione, di cui al momento è sconosciuta la destinazione d’uso, è visibile percorrendo il viottolo che porta alla spiaggia libera tra il “Mariva” e “I lecci”. Il Comitato “Robin San” parla di «disboscamento e scomparsa della duna».
Sull’argomento è atteso per oggi un comunicato del sindaco di San Vincenzo Michele Biagi, che proverà a spiegare non solo i nodi relativi alle autorizzazioni a costruire ed al parere che sull’opera avrebbero dato la Sovrintendenza e la Forestale, ma fornità prevedibilmente anche un giudizio sull’impatto ambientale dell’opera.
La costruzione è presumibilmente iniziata alla fine del 2010, e si è protratta durante l’inverno appena trascorso, a grande velocità. La sua altezza sfiora già quella degli alberi presenti. Ieri, tuttavia, è stata coperta con teli verdi.

Il comitato “Robin San” chiede al Comune di San Vincenzo la demolizione di quello che considera appunto un eco-mostro.
Il comitato si dice «stanco dell’intollerabile cementificazione di San Vincenzo. Nonostante i giornali ne scrivano da anni sono pochi quelli che stanno combattendo per la tutela della macchia mediterranea di San Vincenzo. Ovvio che possiamo raccogliere decine e centinaia di firme, per quello che servono, per impedire questo nuovo eco-mostro, che di solito vediamo in tv in certi comuni del sud. Ma la domanda che ci facciamo sempre, qua, è la seguente: e il seguito? Qui è tutto regolare e lecito».

«Non ci interessano le autorizzazioni date – prosegue il comitato – ci saranno sicuramente tutte e tutti gli enti preposti le avranno rapidamente concesse. Ma chi ha autorizzato questa cosa? E soprattutto: cosa intende fare, adesso, il Comune? La nostra risposta – prosegue il gruppo – è semplice: che si impegni rapidamente a demolirla e a ripristinare la duna preesistente».
Nel caso in cui ciò non avvenisse, il gruppo “Robin San” non ha dubbi: «Se questo – dicono – non avverrà, non ci resterà che mettere in atto tutte le forme di protesta lecite e possibili sia verso il Comune ma, soprattutto, verso la Regione e in particolare verso l’assessore Anna Marson. Le chiederemo – conclude il gruppo – se è giusto che, nel 2011, un Comune della sua Regione sia autorizzato a continuare nello scempio del territorio nonostante l’attenzione e la sensibilità presenti verso la natura e il territorio da parte della collettività».

Da ciò che sta accadendo negli ultimi tempi a San Vincenzo, pare che la protesta contro l’invasione del cemento si stia allargando a macchia d’olio e stia scuotendo un paese poco abituato a contestare.
PAOLO FEDERIGHI Il Tirreno 11.7.2011

«Demolite l’hotel sulla duna». «No, è in regola» (Corriere Fiorentino)

SAN VINCENZO—Il nuovo ecomostro, così è stato ribattezzato da un gruppo di turisti e cittadini pronti a raccogliere firme per un esposto e per chiederne l’immediata demolizione, si trova in una delle pinete più belle
del litorale di San Vincenzo e a trenta metri dalla spiaggia.

«Minaccia il sistema dunale ed è un obbrobrio da cancellare», denuncia il comitato Robin San. «Non è un ecomostro, ma un albergo ristrutturato con tutte le autorizzazioni di legge e con il sì della Soprintendenza per la riqualificazione del territorio», risponde il sindaco di San Vincenzo, Michele Biagi.

Visto da vicino, effettivamente, l’hotel «I Lecci», o meglio alcune dependance in via di costruzione nella pineta, più che un intervento di riqualificazione assomiglia all’ennesima colata di cemento denunciata più volte dagli ecologisti (inascoltati) e da comitati della zona.

«Una volta in quel punto c’era un piccolo edificio fatto con materiale di fortuna e assolutamente non impattante
— scrivono quelli di Robin San —Adesso con i lavori di ampliamento è scomparsa una delle tante dune, bellissime, di San Vincenzo. Al suo posto sarà edificata una costruzione in una delle zone più belle della pineta che porta alla spiaggia libera di fronte al villaggio San Luigi».

La soluzione per rimediare al presunto scempio ambientale? Secondo il comitato, l’immediata demolizione dei manufatti. Il sindaco Michele Biagi respinge le accuse «generiche e infondate». E aggiunge: «Lunedì fornirò i dati dell’operazione — spiega — che fa parte di un piano strutturale approvato e condiviso. Ci sono tutte le autorizzazioni possibili e per riqualificare l’hotel, già esistente, la passata giunta comunale non ha effettuato alcuna variante. Non è vero che l’hotel, con il suo ampliamento, è sulla duna. E ripeto, tutto è stato costruito nel rispetto delle normative, del paesaggio e dell’ambiente».

Eppure, sulla cementificazione di San Vincenzo molte sono le polemiche. E tantissime le accuse degli ambientalisti. «Il litorale della maremma livornese è da anni sotto scacco—denuncia il verde Fabio Roggiolani, già presidente della commissione agricoltura della Regione, che proprio su questo argomento negli anni passati
ha guidato delle battaglie—Purtroppo, non si riesce a capire che sviluppo e tutela del paesaggio non possono essere disgiunti. Da quando il potere sta insidiando le energie pulite e rinnovabili, la cementificazione, guarda caso, è tornata ad imperare. Il brutto avanza e la cosa peggiore è che in pochi se ne accorgono».

I responsabili del comitato hanno anche invitato («a nostre spese», sottolineano) l’assessore all’urbanistica
e territorio della Regione, Anna Marson, a recarsi sul posto per vedere lo scempio. «E come è possibile distruggere — ribadiscono — uno dei paesaggi ed ecosistemi più belli della fascia costiera».

Marco Gasperetti – Corriere Fiorentino 10.7.2011

Foto della costruzione dell’ecomostro

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