Erano venuti alla luce sulla spiaggia di Baratti: Cento reperti verso il restauro

Al via il restauro d’un centinaio di reperti venuti alla luce durante le campagne di scavo effettuate negli anni scorsi alla Fontina di Baratti, direttamente sulla spiaggia, ed alla necropoli di Buca delle Fate, a picco sul mare. La Soprintendenza archeologica della Toscana, nelle settimane scorse, ha siglato un accordo con l’Istituto per l’arte ed il restauro di Firenze, ospitato a Palazzo Spinelli, per riportare all’antico splendore reperti ceramici e metallici. Si parla soprattutto di brocche, anfore, fibule, boccali, bracciali, anelli, piatti, protomi, ed altro ancora.

I due siti archeologici, quello di Buca delle Fate e della Fontina di Baratti, sono stati particolarmente generosi nel restituire reperti di qualsiasi tipo, tra cui anche ossa umane, che, una volta studiate, permetteranno di capire l’evoluzione socio-economica degli abitanti di Populonia.

Gli interventi di restauro saranno curati dal professor Giancarlo Marini, affiancato dagli studenti del corso triennale di restauro ceramica, metalli ed archeologico. Si tratta di un intervento che durerà anche per tutto il prossimo anno accademico.

Dal punto di vista didattico, il restauro dei reperti di Populonia è la prosecuzione di una collaborazione tra l’Istituto e la Soprintendenza archeologica, visto che negli ultimi anni, i ragazzi del corso di restauro hanno partecipato attivamente alle campagne di scavo sul nostro territorio. Adesso che dovranno ripulire dalle incrostazioni del tempo e della polvere i reperti ceramici e metallici potranno approfondire la materia dell’archeologia.

Accanto ai reperti populoniesi, l’Istituto fiorentino curerà anche il restauro dei materiali provenienti dal deposito del Cantiere delle Navi di Pisa. E fino ad oggi ha collaborato con le Soprintendenze di tutta Italia ed estere, con i diversi enti ecclesiastici, anche con i privati, tanto da raggiungere la bella cifra di 5mila 200 manufatti e reperti archeologici restaurati.

La notizia del restauro dei reperti rintracciati sulla spiaggia di Baratti ed a Buca delle Fate cade in un momento in cui le Università di Pisa, Siena, Roma Tre, Roma Sapienza, Aquila e Milano, che da anni sono interessate a Populonia, stanno organizzando le attività didattiche per i prossimi mesi. In cantiere ci sono prossime campagne di scavo e veri e propri laboratori didattici universitari che prenderanno parte in autunno, una volta che ci saranno i permessi da parte della Soprintendenza archeologica. Non è da escludere che Populonia riservi ancora delle sorprese.

Katia Ghilli

Il Tirreno 9.5.2011

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