Confermato: Piombino = polo nazionale dei rifiuti speciali

Confermato: Piombino = polo nazionale dei rifiuti speciali

Un rapporto ufficiale Arpat conferma che Piombino è stato trasformato in polo nazionale dei rifiuti speciali, con danno per l’intera Val di Cornia.

Arrivano da tutte le parti, dal Petrolchimico di Marghera, dalle cartiere di Lucca, da Pomezia, da Ravenna, da Milano ecc.

Diciamo No alla megadiscarica di RIMateria, basta a chi ha voluto e continua a volere questo scempio che nuoce all’ambiente e alla salute compromettendo lo sviluppo del territorio.

Leggi su Stile Libero il rapporto Arpat sui rifiuti speciali arrivati in discarica da tutta Italia nei primi tre mesi del 2019: https://www.stileliberonews.org/al-vaglio-dellarpat-tre-mesi-di-rifiuti-in-discarica/

Comitato per Campiglia

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Un pensiero su “Confermato: Piombino = polo nazionale dei rifiuti speciali

  1. Assumerò una posizione non semplice.

    Come premessa riporto questo articolo dall’edizione on line del Fatto Quotidiano del 5 giugno 2019:

    “Dopo il bando di Pechino, motivato da ragioni ambientali, i tre quarti di tutta la produzione globale di rifiuti di plastica contaminati, misti o non riciclabili che dal 1992 entrava negli impianti cinesi e a Hong Kong, si è riversata sui paesi limitrofi. Vietnam, Thailandia, Malesia, Filippine e Indonesia, inizialmente ottimisti verso l’impulso che il settore dei rifiuti – che solo in Cina offre lavoro a 1.5 milioni di persone con un valore di 200 miliardi di dollari – poteva dare alle economie locali, si sono ben presto ricreduti. Privi degli impianti necessari a smaltire la quantità di rifiuti in entrata, si sono visti sommersi dagli scarti del mondo occidentale ai quali si aggiungono quelli domestici. Il risultato sono pile di plastica e rifiuti solidi non riciclabili abbandonati in discariche improvvisate, gestite in impianti illegali o peggio ancora bruciate all’aria aperta, con contaminazione di aria, acqua e suolo, la cui gravità è confermata da uno studio della Global Alliance for Incinerator Alternatives (GAIA).”

    Ora poiché siamo un’unica specie in un unico pianeta, non divisibile in particelle, siamo sicuri che il problema sia non avere rifiuti “stranieri” in casa, ovvero spostarli oltre confine, e non invece verificare ogni possibile compatibilità tecnica, geologica, sanitaria, ambientale, quantitativa, ecc. per il loro corretto smaltimento secondo lo stato dell’arte, dato che onestamente, se non siamo ipocriti, tutti usufruiamo della civiltà industriale?

    O se no, siamo d’accordo a smaltire in loco, per esempio, l’enorme quantità di rifiuti elettronici (quelli con cui stiamo scrivendo) e non, come oggi, destinarli tutti in africa per il primo trattamento, schiavizzando un’enorme quantità di minori africani?

    In conclusione non mi sono mai piaciute le politiche NIMBY (Not In My Back Yard), in italiano non nel mio giardino, e mi dispiace che il Comitato per Campiglia sia sceso in questa facile china.

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