«Casone pubblico, dove trovare i milioni? I cittadini promuovano una raccolta fondi» Dixit Amerini

«PATRIMONIO dell’Umanità vuol dire patrimonio di tutti, quindi niente strade chiuse, niente spiagge e strutture private». A sostenerlo è il capogruppo del Polo di Centro Destra Giampiero Amerini che interviene nel dibattito su Baratti. «Nessuna cementificazione, miglioramento del patrimonio esistente, regolamentazione della circolazione. Anche i privati dovranno contribuire. Certo — incalza Amerini — trasformare il Casone in struttura pubblica, sarebbe l’ideale. Lo stesso sindaco e la giunta hanno più volte ammesso che sarebbe la soluzione migliore. Il problema è dove trovare i milioni di euro necessari per l’operazione. Ed è stato proprio per la mancanza di fondi che è stata scelta la soluzione di renderlo almeno accessibile al pubblico, evitando che continui ad essere usato da pochi privilegiati».

«UN MODO per risolvere il problema, però, ci sarebbe — continua Amerini —: i cittadini, contrari alla soluzione prevista dal piano, potrebbero promuovere una raccolta di fondi. C’è poi chi ha detto che il piano dovrebbe essere discusso e deciso in un’area più vasta. Benissimo. Però questa decisione spetta alla maggioranza che governa gli enti, non ad un’esigua minoranza. Visto che Baratti ha bisogno di ingenti finanziamenti, e che partecipare alle decisioni comporta anche il dovere di contribuire alle spese, non credo che l’amministrazione di Piombino sia contraria. Se, invece, questo particolare interessamento ha lo scopo di difendere alcuni privilegi, o se qualcuno pensa di usare Baratti per speculazioni politiche, o come strumento pubblicitario per lanciare circoletti e gruppuscoli, ebbene, allora non rimane che dire: andate a zappare nel vostro orticello, i nostri problemi possiamo risolverli anche senza di voi».

La Nazione 3.11.2010

Amerini (Polo di centrodestra) lancia un’idea sul futuro di Baratti «Raccolta fondi per comprare il Casone»

«Baratti continua a occupare le cronache, e lo merita, per la sua bellezza, e per l’aspirazione a divenire patrimonio dell’umanità – scrive Giampiero Amerini del Polo di centro destra che prosegue – «I siti patrimonio dell’umanità – come ha affermato l’architetto Zoppi in occasione della presentazione del progetto preparato per l’Unesco – richiamano una grande quantità di visitatori. Se la candidatura verrà accettata, sarà necessario prevedere un adeguato sistema di accoglienza». Eventuali strutture ricettive – aggiunge Amerini – a parte il Casone e l’ex sede della Croce Rossa di Populonia, dovranno essere posizionate nelle zone limitrofe, come pure le strutture al servizio del parco. Non possiamo dimenticare che il consiglio di Piombino ha approvato all’unanimità la richiesta di iscrivere Baratti nella lista del patrimonio dll’Unesco. Quindi, niente strade chiuse, niente spiagge e strutture private. Nessuna cementificazione ma solo ristrutturazioni, miglioramento del patrimonio esistente, regolamentazione della circolazione, riduzione della pressione antropica, salvaguardia dell’ambiente. Certo, trasformare il Casone in struttura pubblica al servizio del parco, sarebbe l’ideale. Il problema è dove trovare i milioni di euro necessari per l’operazione. Un modo per risolvere il problema, però, ci sarebbe: i cittadini, contrari alla soluzione prevista dal piano particolareggiato, potrebbero promuovere una raccolta di fondi. Poi, appena raggiunta la cifra necessaria, andare dal sindaco e dirgli: ecco i soldi, ora compra il Casone».

Il Tirreno 5.11.2010

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