Casone e spiaggia, già tutto deciso

Il Comune ha escluso dal percorso partecipativo per Baratti due elementi importanti
Il comitato di difesa del golfo non ci sta: «È una limitazione ai diritti dei cittadini»

IL COMUNE ha escluso dal percorso partecipativo per Baratti la discussione sul Casone e la spiaggia per Poggio all’Agnello. Il Comitato «Giù le mani da Baratti» ha ribadito «che i paletti non ci piacciono» e adesso il Comitato per Campiglia parla di rischio di «partecipazione imbavagliata». «Questa posizione con veti e paletti fa temere che la partecipazione tardiva sia in realtà una foglia di fico e un modo per vendere un progetto-prodotto già confezionato dove la parte interessante per gli immobiliaristi è tutelata: la destinazione del “Casone”, la spiaggia privata per Poggio all’Agnello, l’edificio di Populonia utilizzato un tempo dalla Croce Rossa» incalza il Comitato per Campiglia che chiede garanzie «perché, prima delle passeggiate e chiacchierate, (riferendosi all’inizio del percorso partecipativo il 14 novembre, ndr) siano date informazioni serie, certe e di prima mano sulle fattibilità reali con i veri limiti che devono essere indicati da archeologi, da esperti del patrimonio botanico e faunistico, del sistema marino, del traffico.

CHIEDIAMO inoltre chiarimenti sulla legittimità della convenzione citata, dei criteri di rimessa in possesso ai proprietari dell’edificio di Populonia, delle concessioni di ampliamento fatte fino ad oggi al campo boe (che nel tempo da modesto elemento ammissibile nel paesaggio si è sempre più trasformato in un corpo estraneo ed invadente) e della legittimità dei riempimenti fatti intorno a Canessa». «I nostri dubbi — continuano — riguardo all’esistenza di una corretta analisi preventiva e specialistica, soprattutto per quanto riguarda l’archeologia, hanno trovato conferma quando, in una recente trasmissione radiofonica, abbiamo sentito il Presidente della Società Parchi Luca Sbrilli dichiarare di essere venuto a conoscenza delle linee guida del Piano Particolareggiato del Parco Archeologico di Populonia e Baratti dal sito del Comune di Piombino. Il non avere informato e interpellato neppure il presidente della Società che dipende anche dal Comune di Piombino, dà un’idea della considerazione in cui questo Comune tiene i problemi dell’archeologia, del paesaggio e della stessa Società Parchi che peraltro si è espressa solo dopo le prese di posizione del Comitato “Giù le mani da Baratti». «In un incontro informale con SocioLab e la segreteria del sindaco abbiamo dichiarato la disponibilità a dare un nostro contributo al percorso partecipativo, deve essere chiaro però che il Comitato per Campiglia non condividerà, né tanto meno appoggerà, un processo che invece di ripartire da informazioni che mettano tutti in grado di valutare le premesse e le scelte del Piano, si limitasse a far loro digerire ai cittadini le scelte già fatte dal Comune e da altri».

m. p.
La Nazione 31.10.2010

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