Baratti si tira a lucido per l’estate

Baratti si tira a lucido per l’estate

L’assessore Chiarei: «Contiamo di sistemare i geotubi per la stagione, c’è già la gara, faremo in fretta»

Geotubi restaurati entro l’estate. «Almeno così mi auguro – specifica l’assessore all’ambiente Marco Chiarei – A volte i tempi non sono controllabili e anche per un lavoro che è soltanto di riparazione si rischia di perdere dei mesi. Intanto, però siamo partiti con la gara, peraltro molto piccola, per il rifacimento delle viminate circostanti. Espletati i tempi tecnici, le operazioni potranno partite».

In verità è da parecchio tempo, ormai, che i sacconi in geotessuto della spiaggia di San Cerbone aspettano l’intervento che ne ripari i danni subiti dalle mareggiate dell’inverno scorso. Posti in sede tra la primavera e l’estate del 2012, i sacchi non resistettero infatti che pochi mesi prima di scontrarsi con l’azione del mare, dei sassi e soprattutto delle correnti che in quel punto possono essere particolarmente violente.

Un primo intervento – 19 mila euro – raddrizzò, fuor di metafora, le sorti prima dell’estate del 2013. In seguito ancora mareggiate, ancora ciottoli, e di conseguenza ancora strappi e ammaccature, fino a lacerazioni dalle dimensioni importanti tanto da provocare fuoriuscite di sabbia. Sacconi vuoti, dunque, sacconi ormai lontani dal posto in cui erano stati collocati, ma in ogni caso sacconi che ancora riescono a servire la causa primigenia per la quale, a fine 2011, erano stati progettati in tutta fretta: ovvero, la tutela della chiesina medievale, allora sul punto di crollare sotto la minaccia dell’erosione.

I danni maggiori, infatti, riguardano semmai i geotubi collocati nei dintorni, compresi quelli che erano stati messi in mare a limitare l’azione delle onde. E poi, appunto, le viminate circostanti, molte delle quali andate distrutte e che però, per motivi logistici, saranno anche le prime a essere riparate, come anticipato, da una ditta che il Comune sta selezionando. Tutto il resto sarà eseguito dalla stessa impresa – la Ati formata da Geosystem Parma, Medita e Ge.Co, tutte di Cagliari – che a suo tempo si occupò dell’istallazione dei geotubi, collocati in numero di 63, per una lunghezza di sei metri ciascuno, una larghezza di un metro e mezzo, e un peso singolo di 40 tonnellate).

Totale della spesa, circa 90 mila euro, per un intervento su un’opera che di per sé, all’avvio, ne costò più di 500 mila, interamente di provenienza regionale. Diverso, invece, il discorso per il grande progetto antierosione elaborato dalla Provincia per l’intero golfo di Baratti e per il quale la Regione ha stanziato un milione e mezzo di euro.

L’avvio delle operazioni era previsto per la primavera, con termine stabilito prima dell’inizio dell’estate: i lavori, però, non sono ancora partiti, né il Comune ha idea di quando potranno essere avviati. Le operazioni previste: correzione dei fondali, con il tamponamento dei solchi laterali rispetto al golfo, in modo da ridurre le perdite di materiali verso l’esterno. Per ottenerla, sarà necessario applicare tre massi naturali, ciascuno del peso di 750 kg, da immergere interamente in mare. Un ulteriore stralcio dei lavori prevede inoltre il ripascimento della spiaggia con 10 mila metri cubi di sabbia: ma per questo sarà necessario attendere nuove risorse e di conseguenza – presumibilmente – ancora diverso tempo.

Melisanda A. Massei – Il Tirreno 7.5.2014

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