A Baratti scatta l’allarme frane

A Baratti scatta l’allarme frane

Smottamenti al “pratone” per le forti pioggie. Chiarei fa il punto sugli interventi antierosione

La striscia di gomma che guida il percorso dal prato alla spiaggia è una lingua nera appoggiata sul vuoto. Sì, perché la terra che la sosteneva si è sbriciolata come fosse gesso, in un misto di sabbia e di rocce rotolato verso il basso a scoprire il suolo e le sue profondità. Eppure le piogge cadute fino a questo momento non hanno poi superato oltre i limiti le medie del periodo: qualche temporale, acquazzoni più o meno moderati, ma niente che possa spiegare perché almeno cinque degli accessi che dal pratone di Baratti conducono alla spiaggia abbiamo così miseramente ceduto al peso dell’acqua.

Anche perché, almeno in questo punto, parlare del peso delle mareggiate è più complicato. «Se le onde del mare arrivassero fino agli accessi – commenta l’assessore all’ambiente Marco Chiarei – si parlerebbe quasi di tsunami. No, è molto più probabile che la ragione di questi smottamenti siano le piogge». Piogge forse unite alla violenza del vento, che in questi punti, quando decide di attaccare, scuote la sabbia fin nel profondo: ed è questa la ragione per cui, già adesso che è ancora ottobre e che la spiaggia continua a essere più o meno frequentata, sono già molti i rifiuti, anche quelli non organici, che ricoprono in molti punti il litorale.

L’Asiu per questo interverrà, ma è probabile che non lo faccia subito, visto che a partire da questo periodo e fino a marzo, le sue operazioni sulle spiagge saranno limitate solo alla stretta necessità. Al momento, in ogni caso, l’emergenza è quella degli accessi, sbriciolati fino all’impraticabilità più o meno dalla zona del ristorante «La Perla» fino all’inizio della pineta. Eventi recenti, risalenti al massimo alla metà della scorsa settimana, forse addirittura al sabato o alla domenica pomeriggio, l’ultima volta che il nostro territorio ha visto cadere la pioggia.

I tecnici dell’ufficio lavori pubblici del Comune non hanno avuto ancora la possibilità di recarsi sul posto per un sopralluogo: lo faranno quando prima, dicono dal municipio, e a quel punto sarà possibile valutare, oltre ai danni, anche le modalità e i tempi di ripristino.

L’unica cosa certa al momento la programmazione di un altro intervento, quello rivolto a un’altra zona di Baratti, quella di San Cerbone, dove le mareggiate hanno danneggiato già da mesi in vari punti i geosacchi posizionati per tutelare la chiesina e le zone adiacenti. «Siamo preparando un piccolo progetto – spiega Chiarei – L’intenzione è quella di svolgere i lavori prima dell’inizio dell’inverno». I geosacchi, come già detto in passato, sono stati finanziati dalla Provincia con un contributo (di 535mila euro) proveniente dalla Regione: i lavori per la riparazione degli strappi e degli ammacchi subiti dal geotessuto saranno invece a carico dell’amministrazione, al pari di quelli – del valore di circa 19 mila euro – che si sono svolti prima dell’estate. «Lavoreremo con risorse proprie – conclude Chiarei – L’operazione dovrebbe costare qualcosa come 70mila euro».

Melisanda A. Massei – Il Tirreno 18.10.2013

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