Un piano strutturale unico ma Suvereto non c’è

Un piano strutturale unico ma Suvereto non c’è

Costituito l’ufficio che dovrebbe armonizzare l’urbanistica fra Comuni. Firmano Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Sassetta.

Costituito il nuovo Ufficio di Piano, un ufficio unico per il governo del territorio. I sindaci di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Sassetta (non Suvereto) hanno firmato ieri mattina la convenzione che regolamenta e sancisce la gestione in forma associata, tramite un ufficio comune, del piano strutturale intercomunale.

La firma della convenzione è stata possibile dopo il passaggio nei consigli comunali di ogni comune della relativa delibera, che a Piombino è stata approvata nel marzo scorso. Le finalità generali dell’ufficio sono quelle del rilancio del coordinamento delle politiche di pianificazione e governo del territorio della Val di Cornia, in primo luogo attraverso la redazione di un piano strutturale di area.

La nuova legge regionale sul governo del territorio del 2014 ha infatti introdotto nuove norme che obbligano i comuni ad avviare il procedimento per la formazione di un nuovo piano strutturale entro 5 anni dall’entrata in vigore della legge e incentiva i processi di coordinamento delle politiche di pianificazione individuando come strumento di attuazione il piano strutturale intercomunale. Dopo la chiusura del Circondario nel 2010 i comuni avevano già stabilito di proseguire la gestione in forma associata di queste funzioni, stipulando un’apposita convenzione e ricostituendo l’Ufficio di Piano con Piombino capofila. La convenzione era poi scaduta con la fine del precedente mandato amministrativo e ora è stata pertanto rinnovata.

«L’atto coglie due obiettivi – ha detto l’assessore all’urbanistica Martina Pietrelli – aprire una fase di elaborazione di nuove e più aggiornate strategie di governo del territorio, con la revisione del Piano strutturale d’area; riprendere e proseguire la storia della pianificazione urbanistica della Val di Cornia. Dagli anni ’70 in poi siamo sempre stati uniti su questo fronte, e non c’erano incentivi economici o obblighi di legge per esserlo. Fu una scelta politica, una visione, un’idea. Vedersi e pensarsi insieme è la nostra sfida, oggi come allora, e come, mi auguro, ancora a lungo nel tempo».

Il Tirreno 6.11.2015

 

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