San Cerbone, a giorni i primi interventi tampone

L’annuncio del Comune dopo l’allarme sul rischio di crolli all’antica chiesina

I tecnici del Comune ieri mattina hanno effettuato un sopralluogo alla chiesina di San Cerbone per verificarne le condizioni dopo l’ultima mareggiata e l’allarme lanciato dal comitato “Giù le mani da Baratti”, che per bocca del suo presidente Daniele Quinti, ha paventato nei giorni scorsi il rischio «di crollo dell’intera struttura». Rischi seri, che correrebbero anche gli scavi archeologici.

«Secondo i tecnici che hanno fatto il sopralluogo – spiega il vicesindaco Lido Francini – la situazione è grave ma non più di come già sapevamo. E’ anche colpa delle radici dei pini, che del resto fanno parte del contesto. Ovvio che un intervento è necessario e urgente – dice Francini – e infatti l’assessore all’ambiente Marco Chiarei ci sta lavorando da tempo. Credo che già dopo le feste si potrà procedere».

Chiarei in questi giorni è in vacanza all’estero, al suo ritorno – se sarà già disponibile il parere favorevole della Soprintendenza – dovrebbero iniziare i primi interventi.

In campo un progetto sperimentale per la messa in sicurezza della chiesina di San Cerbone, basato su barriere rimovibili in grado di proteggere almeno la chiesa e gli scavi. Questo in attesa di chiudere con le barriere soffolte i due canaloni che secondo gli studi costitiscono le vie di fuga della sabbia dal golfo.

L’intervento, che avrà carattere transitorio, avrà il pregio di costare poco così che già in precedenza l’assessore aveva chiarito «che anche se ne verrà fuori una soluzione esteticamente brutta, sarà comunque provvisoria. E la priorità è salvare il salvabile».

Insomma, un intervento tampone, in attesa che la Provincia finalmente predisponga il suo progetto esecutivo per fermare l’erosione nel golfo di Baratti, dove il mare si mangia ogni anno 80 centimetri di spiaggia.

Il Tirreno 5.1.2011

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