Riaperto al pubblico il primo tratto restaurato della Rocca di San Silvestro

Riaperto al pubblico il primo tratto restaurato della Rocca di San Silvestro

Dopo un periodo di chiusura dovuto a lavori di restauro, è stato riaperto al pubblico un primo tratto del percorso interno alla Rocca di San Silvestro. Sono stati presentati i primi risultati del progetto e le ultime indagini archeologiche svolte dall’Università di Siena proprio in occasione dei lavori di restauro ancora in corso.

Presente all’iniziativa la sindaca Rossana Soffritti. Dopo la presentazione, accompagnati dalle guide, è stato possibile raggiungere la chiesa, dove la visita si è conclusa con l’accompagnamento musicale del flicornista Andrea Lugi. I visitatori inoltre hanno potuto entrare nella prima casa medievale in pietra ricostruita in Italia con le tecniche edilizie antiche, calarsi nel contesto di vita degli abitanti di questo splendido borgo minerario medievale e osservare un fabbro al lavoro nella sua bottega.

«Si cominciano a vedere i risultati di un importante intervento di restauro su Rocca San Silvestro – dice Soffritti – realizzato grazie al contributo della Regione che voglio ringraziare, anche nella persona dell’assessora Barni che ha visitato il sito archeologico potendone apprezzare la consistenza. Insieme alla società Parchi abbiamo voluto sottolineare in corso dei lavori uno step significativo del programma di restauro con un’iniziativa che ne valorizza il significato e condividere con la cittadinanza l’attenzione su questo bene culturale».

«Il progetto per il restauro del villaggio medievale di Rocca San Silvestro è stato l’occasione per poter riprendere, insieme all’Università di Siena, il filo rosso della ricerca alla Rocca di San Silvestro – aggiunge Silvia Guideri, direttrice dei Parchi e Musei – ma è stato anche l’opportunità per portare a compimento un ulteriore progetto riguardante le tecnologie produttive e l’edilizia di età medievale, che ha visto operare in sinergia archeologi, architetti, maestranze del settore e professionisti dedicati alla fruizione.

L’intero progetto del parco, del resto, nasce da una precisa esperienza di ricerca condotta dal professor Riccardo Francovich e dal dipartimento di archeologia dell’Università di Siena negli anni Ottanta. Francovich, che vogliamo ancora una volta ricordare per l’immenso contributo che ha dato a questo territorio, considerava la Rocca e il suo contesto paesaggistico come un “precipitato” di risorse, la cui tutela e valorizzazione rappresentavano un binomio inscindibile, che a sua volta non poteva prescindere dalla ricerca».

Il Tirreno 17.7.2017

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