Poggio all’Agnello sì alla variante per 108 appartamenti

Poggio all’Agnello sì alla variante per 108 appartamenti

Il consiglio approva, la società promette investimenti. Varate anche le linee guida del Piano di mobilità.

Concluso il periodo delle osservazioni il 3 marzo scorso e delle controdeduzioni, è tornata in consiglio comunale la variante per il complesso ricettivo di Poggio all’Agnello per la sua approvazione definitiva.

La variante è stata approvata definitivamente con i voti favorevoli di Stile Libero e PD, l’astensione di Sinistra per Piombino e Ascolta Piombino, il voto contrario di M5S, Rifondazione Comunista, Forza Italia Francesco Ferrari sindaco.

Il documento accoglie la richiesta della società “Immobiliare milanese”, proprietaria del complesso ricettivo di Poggio all’Agnello, di mutamento d’uso parziale della struttura con la realizzazione di 108 appartamenti per una porzione corrispondente al 40% circa della superficie complessiva.

L’assessore Carla Maestrini ha presentato la delibera illustrando le otto osservazioni e le controdeduzioni elaborate dagli uffici. Oggetto della discussione nel corso del consiglio comunale l’osservazione presentata dalla società Immobiliare Milanese, con la quale si chiede un aumento dei servizi pari al 23% del volume esistente, con adeguamento sale ristorante, realizzazione di una palestra e altro.

Per venire incontro a queste richieste, ritenute coerenti con le norme attuali e finalizzate al rilancio economico e turistico della struttura, gli uffici hanno proposto una rimodulazione e una modifica al testo delle norme tecniche di attuazione del Regolamento urbanistico, rimandando quindi a un percorso più approfondito.

Da parte delle opposizioni sono stati confermati tutti i dubbi già evidenziati nelle precedenti sedute: il ruolo giocato in questa vicenda dal contenzioso nei confronti del Comune per la mancata attuazione della previsione convenzionale di concessione di una spiaggia attrezzata nel golfo di Baratti a servizio del complesso ricettivo, il fatto che il provvedimento costituisca un precedente pericoloso che può essere impugnato anche da altre aziende cedendo a un ricatto occupazionale e dubbi sulla reale crisi attraversata dall’Immobiliare milanese. Società che, comunque, ha assicurato che, a fronte di questa variante, continuerà a investire nella struttura, offrendo nuovi servizi e, di conseguenza, occupazione .

«Abbiamo agito con la massimo attenzione all’interesse generale di fronte alla minaccia di chiusura di una struttura importante – ha detto l’assessore Maestrini – Il potenziamento dei servizi richiesto è del tutto regolare, tutte le strutture ricettive possono infatti chiedere un ampliamento del 25% di questo tipo per creare lavoro e per migliorare la loro offerta. Questo è un modo anche per garantire il lavoro degli attuali 63 dipendenti della struttura».

Il Tirreno 24.5.2017

 

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