Piano paesaggistico: Tortolini replica alle critiche

Piano paesaggistico: Tortolini replica alle critiche

“Ma non hanno letto neppure gli emendamenti. Costa rispettata, solo strutture turistiche sostenibili”

«Un nuovo patto tra territorio, cultura e ambiente». Il consigliere regionale Pd Matteo Tortolini, promotore degli emendamenti al piano paesaggistico che tanto stanno facendo discutere, spiega le sue proposte replicando ai contrari, soprattutto a chi sta dicendo secondo il candidato alle regionali «sciocchezze senza aver letto nemmeno mezzo rigo degli emendamenti».

«Non abbiamo mai proposto di realizzare nuove strutture turistiche lungo le coste elbane. La nostra proposta riprende alcune osservazioni dei Comuni della Val di Cornia che com’è noto non si occupano del territorio elbano incalza il consigliere Tortolini – altra grave sciocchezza quando si afferma che si torna indietro dalla legge Galasso che vige in tutto il territorio e che il piano qualifica nelle schede su tutte le aree costiere prevedendo forti vincoli e il sostanziale divieto di nuove edificazioni a 300 metri dalla battigia, eccetto strutture leggere e removibili per la balneazione.

Al punto 19 degli indirizzi abbiamo scritto Limitare il consumo di suolo e di urbanizzazione delle aree costiere (quindi tutele che vanno oltre la Galasso ) lungo la fascia costiera di San Vincenzo e all’Isola d’Elba togliendo la dizione evitando nuove opere infrastrutturali. Le norme non devono creare incertezza in chi le applica. Saranno i singoli comuni ad applicare questi indirizzi perché mettere un vincolo per negare qualsiasi tipo di infrastruttura?».

Questione nuove strutture turistiche in Val di Cornia: «Sempre oltre i 300 metri dalla battigia, quindi non sulla spiaggia o sulle dune, come qualche sciocco commentatore ha scritto. Questo è un emendamento del Pd che riprende le osservazioni dei comuni della Val di Cornia riproponendole. La proposta nostra prevede la possibilità di qualificare la realizzazione di insediamenti turistici e le strutture recettive lungo il litorale secondo criteri di sostenibilità, minore invasività, qualità ambientale e paesaggistica, sia favorendo la riqualificazione di quelle esistenti.

Vuol dire che i comuni possono prevedere sulla base di questi criteri selettivi e comunque oltre i 300 metri dalla battigia strutture turistiche. Nessuno è obbligato a fare niente. Saranno i Comuni ad avere questa opportunità oppure a fare altre scelte. Ci sembrava di buon senso non negare tassativamente qualsiasi tipo di nuovo intervento turistico per i prossimi 20 anni puntando tutto sulla selettività».

La Nazione 12.3.2015

 Piano paesaggistico, Tortolini contrattacca

Lui parla di «un approccio riformista, un nuovo patto tra territorio, cultura e ambiente». Ma gli emendamenti al piano paesaggistico hanno scatenato un mare di reazioni e Matteo Tortolini si è trovato al centro di un fuoco di fila di proteste.

Umberto Mazzantini (Legambiente Toscana) aveva accusato Tortolini «di tornare indietro persino rispetto alla legge Galasso con la scusa di non ingessare la Toscana» e gli aveva ricordato che «le nuove strutture alberghiere che propone all’Elba sono osteggiate dagli stessi albergatori, visto che il mercato è più che saturo». Ma è dura anche la replica dello stesso Tortolini, secondo il quale «purtroppo si leggono una quantità di sciocchezze davvero industriali sui miei emendamenti al piano paesaggistico da parte di chi, in tutta evidenza, non ha letto nemmeno mezzo rigo degli emendamenti su cui abbiamo lavorato».

Tortolini sostiene di non aver mai proposto di realizzare nuove strutture turistiche lungo le coste elbane: «Sfido Mazzantini a citarmi un mio emendamento che va in questa direzione. La nostra proposta riprende alcune osservazioni dei Comuni della Val di Cornia che com’è noto non si occupano del territorio elbano.

Altra grave sciocchezza quando si afferma che si torna indietro dalla legge Galasso che vige in tutto territorio e che il piano qualifica nelle schede su tutte le aree costiere prevedendo forti vincoli e il sostanziale divieto di nuove edificazioni a 300 metri dalla battigia, eccetto strutture leggere e removibili per la balneazione.

Al punto 19 degli indirizzi abbiamo scritto “Limitare il consumo di suolo e di urbanizazione delle aree costiere (quindi tutele che vanno oltre la Galasso ) e delle pianure alluvionali nella zona di Follonica, lungo la fascia costiera di San Vincenzo e all’isola d’Elba togliendo la dizione “evitando nuove opere infrastrutturali”.»

«Uscendo dall’isolamento dell’ideologia – prosegue Tortolini – come sanno tutti i cittadini e i professionisti, le norme non devono creare incertezza in chi le applica. Una formulazione siffatta ci sembrava troppo stringente per un comune che, pur limitando il consumo di suolo, può imbattersi nei prossimi vent’anni in proposte di infrastrutture di qualunque tipo, anche leggere ad esempio. Saranno i singoli comuni ad applicare questi indirizzi, perché mettere un vincolo per negare qualsiasi tipo di infrastruttura? Come si vede quando si esce dal fondamentalismo e dalla polemica le cose sono molto più semplici».

Prosegue la nota di Tortolini: «Questione nuove strutture turistiche in Val di Cornia sempre oltre i 300 metri dalla battigia, quindi non sulla spiaggia o sulle dune, come qualche sciocco commentatore ha scritto. Questo è un emendamento del Pd che riprende le osservazioni dei Comuni della Val di Cornia riproponendole. La proposta nostra prevede la possibilità di “qualificare la realizzazione di insediamenti turistici e le strutture ricettive lungo il litorale secondo criteri di sostenibilità, minore invasività, qualità ambientale e paesaggistica, sia favorendo la riqualificazione di quelle esistenti”. Vuol dire che i Comuni possono prevedere sulla base di questi criteri selettivi e comunque oltre i 300 metri dalla battigia strutture turistiche. Nessuno è obbligato a fare niente. Saranno i Comuni ad avere questa opportunità oppure a fare altre scelte.

Ci sembrava di buon senso non negare tassativamente qualsiasi tipo di nuovo intervento turistico per i prossimi 20 anni puntando tutto sulla selettività». Secondo Tortolini insomma «il nostro lavoro ha un approccio riformista ed è andato tutto nella direzione di rendere più chiare le norme, precisando gli obiettivi di sostenibilità e tutela paesaggistica su cui è fondato il piano. Il punto è garantire l’inserimento paesaggistico e su quello fare valutazioni serie senza negare qualsiasi tipo di intervento in modo ideologico.

Il modello turistico nostro non è quello adriatico, si fonda sulle identità, sul territorio, sui parchi e lì ci attestiamo puntando semmai a una maggiore qualità di quella attuale. E’ possibile raggiungere questi obiettivi favorendo un nuovo patto tra lavoro, impresa, cultura e ambiente? Noi pensiamo di sì. La discussione continua e lavoreremo per ulteriori proposte di sintesi. Questo Piano lo approveremo e sono pronto a un confronto pubblico con chiunque ne voglia discutere seriamente».

Il Tirreno 12.3.2015

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