L’infaticabile Bertini parla per due ore: «Ecco come si distruggerà Rimigliano»

Dopo anni di discussioni, polemiche, di variazioni, il destino della Tenuta di Rimigliano sembra essere giunto al proprio capolinea. Ma non è ancora sicuro, dipende dalle mosse della Regione Toscana con l’assessore Anna Marson molto critica. Il Consiglio Comunale ha impiegato oltre sette ore, (saltata la pausa pranzo), per discutere il futuro dell’antica Tenuta dei conti della Gherardesca e per votare le controdeduzioni alle osservazioni depositate sin dallo scorso mese di gennaio.

Nicola Bertini, capogruppo del Forum di Centrosinistra auspica che ora si dia spazio alla Conferenza paritetica interistituzionale poiché «ci sono tante e tali carenze, anche tecniche, nella Variante che, a prescindere dai contenuti, qualsiasi Amministrazione si sarebbe vergognata ad approvarla».

Per il Forum la Variante è da stracciare perchè non si sono determinate con chiarezza le superfici esistenti nella Tenuta e non si è dettagliato il complesso degli edifici distinguendoli per il loro valore architettonico, storico e testimoniale e, inoltre, si contraddicono palesemente le disposizioni del Piano Strutturale vigente su Rimigliano relativamente alle “invarianti“ , arrivando così a stravolgere categorie d’intervento dettate in modo prescrittivo dalle normative nazionali e regionali.

«Per non perdere la faccia e non esporsi a complicate discussioni in Regione — sostiene Bertini —l’Amministrazione ha provato a spacciare per restauro l’intervento ammesso sui poderi. Tutto il resto può essere demolito e ricostruito (con transito di volumetrie da un ambito all’altro) ma i poderi devono essere sottoposti a restauro e risanamento conservativo. Chi legge penserà che è il minimo indispensabile. Eppure non è così».

L’oopsizione di Centrosinistra richiama l’attenzione al disciplinare dove si evincono le tipologie d’interventi contemplati per la categoria «restauro e intervento conservativo» (articolo 8 della disciplina) e l’Amministrazione, in virtù di una osservazione d’ufficio approvata, ha inserito persino la demolizione senza il vincolo di fedele ricostruzione, così come non è immaginabile restaurare un’opera d’arte distruggendola e ricostruirla del tutto diversa.

Nicola Bertini: «In effetti sia il testo unico sull’edilizia, sia la Legge regionale 1/2005 precisano molto bene cos’è un restauro e l’unica cosa che ammettono si possa demolire sono quegli elementi estranei al manufatto da restaurare. L’Amministrazione ha invece classificato con restauro un intervento che è a tutti gli effetti di sostituzione edilizia. Abbiamo provato a spiegare ai Consiglieri di maggioranza che non si può assolutamente fare, ma non siamo stati abbastanza convincenti. Si convinceranno ora d’aver sbagliato? Saremmo ancora in tempo per evitare questi disastri».

L’intervento del capogruppo del Forum nella seduta consiliare di lunedì scorso è durato ininterrottamente per oltre due ore soffermandosi sia sugli elementi presenti nella variante, sia sugli elementi di principio e di correttezza. Bertini ritiene infatti che le documentazioni presentate per certificare le superfici esistenti nella Tenuta siano insufficienti. Infine il Forum ha proposto all’Amministrazione, qualora si ritenesse davvero necessario aumentare le strutture ricettive e le seconde case a San Vincenzo, di estrapolare da Rimigliano le superfici edificabili prevedendole altrove, salvaguardando così la Tenuta.

La Nazione 5.10.2011

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