Legambiente fa il punto sulla società Parchi Val di Cornia

Legambiente fa il punto sulla società Parchi Val di Cornia

Finalmente qualcuno ha gettato il sasso nello stagno, da troppo tempo immobile. Da anni si sente l’esigenza di rimettere la società Parchi al centro della discussione tra i comuni della Val di Cornia, e la Sindaca Ticciati del Comune di Campiglia M.ma riteniamo abbia colto l’obiettivo con il Convegno del 15 dicembre scorso, sostenuta dagli altri sindaci.

Abbiamo seguito con attenzione i lavori dell’intera giornata e come sempre abbiamo evidenziato la discrasia che da sempre caratterizzata questa società.

Fuori dai confini della Val di Cornia, della Regione e dell’Italia, passando dai centri di ricerca, le Università e il Ministero dei Beni culturali, la società è ancora un riferimento di modello di gestione del patrimonio archeologico e naturalistico; all’opposto, all’interno dei confini comunali dei 5 soci, la società non è ancora apprezzata per quello che è e semmai relegata dalla politica locale,e di conseguenza percepita dall’opinione pubblica, a terreno di scambio politico.

Lasciamo ai sindaci l’onere di valutare se il modello società per azioni è arrivata al capolinea, in virtù di norme sempre più stringenti della società in house, che di fatto ha relegato la Parchi ad avere gli stessi vincoli di un ente pubblico e pertanto di aver perso la spinta propulsiva degli anni ’90.

Quale sarà la forma giuridica che si vorrà adottare, Legambiente ritiene essenziali 3 elementi senza i quali qualunque cambiamento sarà ritenuto inutile o persino peggiorativo:

  • Nessuna rimodulazione in ribasso del personale dipendente;
  • Mantenimento e semmai rafforzamento della mission della nuova Parchi in termini di gestione e tutela del patrimonio archeologico, storico e naturalistico;
  • Infine, l’elemento forse più difficile, ma necessario e fondamentale, la ricostruzione di una volontà politica unitaria tra i 5 comuni sul tema della tutela del territorio e delle aree protette e archeologiche, volta a connotare la Val di Cornia come ambito di elevata valenza paesaggistica, quale asset strategico di marketing territoriale a supporto del turismo, dei prodotti agricoli locali e manifatturieri. In questa ottica riteniamo necessario rimettere in discussione e rivedere alcuni eventi degli ultimi anni che hanno fatto perdere l’unitarietà del sistema integrato, da Rimigliano ai parcheggi sulla costa, che chiediamo di reintegrare.

Per quanto sopra chiediamo ai Sindaci di affrontare seriamente la questione, tenendo di conto anche della disponibilità della Regione Toscana, e ricercare forme di finanziamento della società basate su criteri dettati dalla solidarietà tra comuni e sussidiarietà tra enti, al fine di intraprendere un percorso che possa dare slancio alla società e al territorio tutto.

Riteniamo inoltre che il momento storico di trasformazione economica e sociale della Val di Cornia che stiamo vivendo necessiti, oggi più che mai, di un soggetto come la Parchi, che abbia una spiccata capacità nel tutelare il patrimonio storico culturale e naturalistico sempre più apprezzato, nelle forme attuali, da residenti e turisti.

Legambiente Val di Cornia

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