Le ragioni del No di Campiglia alla Sales

Le ragioni del No di Campiglia alla Sales

Annalisa Mastellone, giornalista a Il Tirreno, dettaglia gli argomenti del No espresso dalla giunta comunale di Campiglia ai progetti della Sales a Monte Valerio e Montorsi-Botro ai Marmi.

«No ad ampliamenti e a nuove cave». La giunta comunale di Campiglia, dopo Suvereto e San Vincenzo, ha espresso parere negativo alla richiesta di un orientamento che la giunta regionale ha avanzato all’amministrazione in merito all’istanza presentata per il nuovo Piano regionale cave che la Regione Toscana sta preparando. Le richieste sono il mantenimento della cava di calcare a Monte Valerio con rettifiche in ampliamento sul perimetro, e il riconoscimento come “giacimenti” delle due miniere di aplite (feldspato) in località Montorsi-Botro ai Marmi.

Rispetto alla prima richiesta (Monte Valerio), l’ampliamento «oltre a determinare l’incremento degli effetti paesaggistici negativi della già ampia cava di versante e un significativo impatto ambientale sul centro abitato di Lumiere – si legge nella delibera di giunta del 12 febbraio – risulta del tutto immotivata in ragione dei cospicui volumi ancora da estrarre all’interno del perimetro vigente».

La giunta ricorda che la Sales ha promosso due ricorsi al Tar in ordine rispettivamente «all’illegittimità delle previsioni estrattive del regolamento urbanistico», e alla quantità complessiva da estrarre per un volume complessivo di 8.380.000 metri cubi, ritenuto da Sales un dato quantitativo non vincolante. Dimensionamento che invece per il Comune «rappresenta la quantità massima estraibile». Se il Tar desse ragione alla Sales «il volume da estrarre da Monte Valerio sarebbe significativamente superiore» a quello autorizzato nel 2000.

Circa il riconoscimento delle due miniere di Montors e Botro ai Marmi anche come giacimenti (nell’ambito del procedimento regionale di rinnovo delle due concessioni minerarie del 2012, la giunta si è già espressa in senso negativo per i significativi effetti ambientali e paesaggistici derivanti dalla nuova coltivazione) l’amministrazione ribadisce orientamento negativo «in ragione degli effetti cumulativi derivanti dal riconoscimento del doppio status di miniera e cava».

Proprio in questi giorni la giunta campigliese aveva ripreso il discorso delle attività estrattive. Nello specifico, il procedimento per l’installazione delle pale eoliche (richiesta da Cave spa) nel territorio comunale di San Vincenzo, «chiaro e trasparente e, contrariamente da quanto scritto dal Comitato da Campiglia, lontano dal concludersi», l’amministrazione «ha espresso parere negativo – rimarca – in perfetta coerenza con quanto sostenuto durante questi anni tenendo conto di elementi quali sostenibilità ambientale, economica e sociale, vocazione estrattiva in relazione al paesaggio e al turismo, importanza del parco di San Silvestro».

E ora parere contrario anche per la richiesta della trasformazione delle miniere in cave. «Possiamo quindi affermare – ha concluso – che le posizioni apparse in questi giorni sulla stampa, altro non sono che una pessima traduzione, non per colpa della stampa, una ricostruzione forzata di atti tecnici cui seguono valutazioni politiche errate e mai disinteressate. Nessuna collusione con i poteri forti come la suggestione dettata dal livore lascerebbe intendere, ma solo attenzione nei confronti del territorio e dei cittadini».

Annalisa Mastellone – Il Tirreno 16.2.2018

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