«Il presidio della Polfer va riaperto. Il territorio ha bisogno di controlli»

«Il presidio della Polfer va riaperto. Il territorio ha bisogno di controlli»

Polfer, il sindaco Rossana Soffritti chiede la riapertura dell’ufficio alla stazione di Campiglia Marittima. Da ieri i tre agenti di polizia sono stati trasferiti: il commissario a Grosseto e gli altri due poliziotti al commissariato di Piombino. Una decisione che ha destato la preoccupazione dei residenti, ma anche dell’amministrazione comunale.

«Dopo alcune notizie in questo senso risalenti a circa un anno fa, dopo le quali mi ero interessata rispetto alla possibile chiusura, non c’è stata più nessuna informazione che ci avvertisse di questo passaggio – ha dichiarato il sindaco Rossana Soffritti – la zona della stazione è fuori dal centro abitato e quindi necessiterebbe di un controllo che un presidio come quello della Polfer rappresenta.

Comprendo che le ristrutturazioni di competenza dello Stato non si debbano obbligatoriamente discutere con il Comune, ma visto che alla stazione esiste anche una presenza importante di immigrati che rappresentano sempre una politica statale declinata nei territori, sarebbe stato utile condividere l’opportunità o meno di questo taglio proprio a Campiglia che rappresenta peraltro anche una stazione di bacino importante».
«Le politiche pubbliche non possono andare in maniera disgiunta o, peggio ancora, contrastante – sottolinea Soffriti – dalle nostre parti dove, come ricordavo proprio in questi giorni, esiste un’accoglienza rilevante di immigrati, le nostre forze dell’ordine non devono certo perdere unità importanti di presidio e controllo del territorio. Sarà mia cura – conclude – fare una richiesta formale alle autorità competenti per cercare di ripristinare l’ufficio».

L’ufficio della Polfer rappresentava un presidio importante per una stazione molto trafficata ma priva di ferrovieri, senza più l’edicola e con la biglietteria aperta solo alcune mattine. Una stazione che rischia di essere lasciata in balia del degrado e dell’incuria.

m. p. La Nazione 30.5.2017

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