Il Pd boccia il rinnovo della concessione mineraria Botro ai Marmi e Montorsi

Il Partito Democratico dice no al rinnovo della concessione mineraria Botro ai Marmi e Montorsi. È stato presentato di recente dalle società Minerali Industriali e da Sales un progetto congiunto di rinnovo delle concessioni minerarie “Botro ai Marmi” e “Montorsi”. L’obiettivo è quello di dar vita ad un progetto di coltivazione unitario delle cave. La concessione mineraria dovrebbe passare dagli attuali 63 ettari a 37 con la previsione di un’estrazione di 3 milioni e 370mila metri cubi di materiale.

Il rilascio o meno delle concessioni sarà deciso dalla Regione Toscana. Il Comune di Campiglia Marittima è tenuto a dare solamente un parere tecnico, «ma come Pd vogliamo essere estremamente chiari. Siamo fortemente contrari alla richiesta di rinnovo della concessione che oltretutto insiste in zone già ripristinate dopo lo sfruttamento degli anni passati – incalza il coordinamento comunale Pd di Campiglia – il territorio di Campiglia Marittima non può permettersi di riaprire un fronte di coltivazione di attività estrattive a causa dell’intenso sviluppo di questo settore.

Per lungo tempo le nostre colline sono state utilizzate per sviluppare un’attività che ha offerto opportunità di lavoro e di sviluppo economico, ma ha anche comportato l’impoverimento paesaggistico delle nostre colline – continua – sono ormai anni che nel nostro Comune è stato deciso di impedire l’apertura di nuove attività estrattive. Ora è giunto il tempo di privilegiare il nostro paesaggio a fronte di un’attività che porterebbe solo un piccolo incremento dell’occupazione e uno scarso sviluppo economico del nostro circondario, dato che il materiale estratto potrebbe essere utilizzato solo a molti chilometri di distanza dal nostro territorio».

Il PD pone l’attenzione sulla questione occupazionale. «Sappiamo bene che esiste un problema occupazionale nella Val di Cornia, sappiamo bene della crisi che attraversa tutti i settori produttivi del nostro territorio, dalla siderurgia all’agricoltura. Sappiamo bene che per creare occupazione duratura e di qualità la nostra zona ha bisogno di infrastrutture, innovazione e ricerca e non di attività che comportano un peggioramento della qualità della vita delle nostre popolazioni. Il nostro è pertanto un no fermo e definitivo» ha concluso il coordinamento comunale Pd Campiglia Marittima.
m. p. La Nazione 4.8.2011

Cave, il Pd contrario a nuove concessioni
Il Pd campigliese è «fortemente contrario» alla ripresa dell’attività mineraria, attraverso il rinnovo delle concessioni, nelle zone di Botro ai Marmi e di Montorsi. Rinnovo richiesto da due aziende che punterebbero sulla forte richiesta di materiali di cava che c’è in questo periodo sul mercato. Il rilascio o meno delle concessioni sarà deciso dalla Regione. Il Comune di Campiglia è chiamato a esprimere un parere tecnico, e in questo quadro il Pd prende una posizione netta: «Siamo fortemente contrari – recita una nota – alla richiesta di rinnovo della concessione che oltretutto insiste in zone già ripristinate dopo lo sfruttamento degli anni passati».
«Per lungo tempo – afferma ancora la nota del Pd – le nostre colline sono state utilizzate per sviluppare un’attività che ha offerto opportunità di lavoro e di sviluppo economico, ma ha anche comportato l’impoverimento paesaggistico delle nostre colline. Sono ormai anni che nel nostro comune è stato deciso di impedire l’apertura di nuove attività estrattive. Ora è giunto il tempo di privilegiare il nostro paesaggio a fronte di un’attività che porterebbe solo un piccolo incremento dell’occupazione e uno scarso sviluppo economico, dato che il materiale estratto potrebbe essere utilizzato solo a molti chilometri di distanza dal nostro territorio».
E proprio sul problema occupazionale insiste il Pd: «Sappiamo bene che per creare occupazione duratura e di qualità – si legge ancora nella nota – la nostra zona ha bisogno di infrastrutture, innovazione e ricerca e non di attività che comportano un peggioramento della qualità della vita delle nostre popolazioni. Il nostro è pertanto un no fermo e definitivo».
Il Tirreno 4.8.2011

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