Da Salivoli al centro storico. Come nasce l’albergo diffuso a Piombino

Da Salivoli al centro storico. Come nasce l’albergo diffuso a Piombino

Nuovo incontro con operatori turistici sulla variante al regolamento urbanistico a Palazzo Appiani. L’assessore Ferrini: «L’hotel Centrale incrementerà i posti letto perché fa bene anche alla città»

Albergo diffuso non solo nel centro storico né solo a Salivoli (dove la vista mare è per gran parte assicurata). Valide le deroghe, come quella dei 45 metri del taglio minimo per attività ricettive, o per l’uso di una porzione di un fabbricato. E la micro imprenditorialità può cominciare a respirare, anche qui.

Una trentina tra gestori di strutture ricettive, agriturismo, agricamping, villaggi, alberghi all’incontro di Palazzo Appiani sulla variante di manutenzione-adeguamento al regolamento urbanistico. In sala il vicesindaco e assessore al turismo Stefano Ferrini e la dirigente del settore programmazione territoriale Camilla Cerrina Feroni.

Certo poi c’è chi fa domande sul futuro di giardini, porticati o balconi ma si ha pure l’opportunità di scoprire che nella variante rientrano modifiche su cosiddette aree di trasformazione.

Per l’hotel Centrale, l’attuale proprietà ha chiesto nell’ambito della campagna di ascolto, di incrementare il numero dei posti letto. «La variante ha cercato di venire incontro a questa richiesta ritenuta positiva per la città» dice Ferrini che ricorda la soddisfazione dell’amministrazione per questo hotel tutt’altro che chiuso per sempre.

«Per il cinema Odeon di via Lombroso – spiega Cerrina – per favorirne l’intervento di parziale riconversione, la variante dà la possibilità di ridurre le dimensioni della sala. Pure per il Castello-asilo Propatria, per favorire il recupero degli immobili ex stalle e polveriera a fini ricettivi, si interviene estendendo la destinazione alle tipologie extra-alberghiere…».

Valida opportunità di riesaminare insieme questa revisione avviata «all’interno dei nostri strumenti urbanistici – ricorda Ferrini – per dare una piccola spinta all’economia e al turismo, cercando di incentivare la piccola e media impresa e l’edilizia. Ci vuole – dice – un salto di qualità e i prerequisiti sono avere un territorio ben conservato, ben tutelato, dei servizi per gli ospiti, gli eventi. Necessario trasformare il settore turistico in vera industria che crei occupazione e reddito».

Da Cerrina Feroni le spiegazioni sull’iter della variante: «Processo avviato – conferma – dal 2016 tracciando tre linee di azione: quella relativa alla revisione del piano strutturale, strumento strategico con il quale l’amministrazione si prefigge di rileggere le linee del territorio e il cui documento di avvio verrà elaborato nel prossimo mese di giugno; la ripianificazione dell’area industriale…

Per semplificare l’iter – aggiunge l’architetto – la variante è stata suddivisa in due fasi: la prima, che tratta il 74% circa delle segnalazioni pervenute, riguardante temi interni al territorio urbanizzato, e una seconda fase da attivare probabilmente durante l’estate che potrà riguardare magari beni paesaggistici. Per la prima fase si prevede l’adozione in consiglio nel mese di giugno».

In chiusura la presentazione di Ferrini della rete di imprese “Toscana Costa Etrusca” come strumento per fare promozione e commercializzazione del territorio (auspicando ampia adesione). Variante di nuovo in primo piano il 10 maggio (alle 17) in sala consiliare: invitati all’incontro i quartieri.

Cecilia Cecchi – Il Tirreno 5.5.2018

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