“… città dello sgomento, o piove o suona a morto o tira vento”

“… città dello sgomento, o piove o suona a morto o tira vento”

Si diceva a proposito di Prato. Vale anche per Campiglia…

“Facciamo Centro Insieme”: a quando le proposte del Comune? E perché una partecipazione così scarsa per le sorti del centro storico?

La stagione turistica è passata e il borgo antico di Campiglia Marittima è ricaduto nella desolazione che ormai caratterizza il paese per otto o nove mesi l’anno. La popolazione residente si riduce sempre di più, in parte perché chi può se ne va, in parte perché gli anziani passano a miglior vita.

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Ormai ci sono strade dove vivono solo due o tre abitanti e quei pochi che vorrebbero venire ad abitarvi trovano molto difficilmente case in affitto, perché i proprietari preferiscono accogliere i turisti per due mesi l’anno, durante i quali ricavano quasi quanto da un affitto permanente annuale, senza i rischi di insolvenze e mantenendo la possibilità di disporre della proprietà.

In questa situazione per le attività commerciali è sempre più difficile fare quadrare i bilanci per tutto un anno, quando il turismo garantisce lavoro solo per due o tre mesi.

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In conclusione da ottobre a marzo chi vive o viene a Campiglia non può non parafrasare quello che si diceva di Prato dopo il sacco dei Medici : “Prato città dello sgomento, o piove o suona a morto o tira vento” potrebbe diventare:

Di fronte a questa situazione ormai cronica,  il Comitato per Campiglia ha sperato che il progetto partecipato “Facciamo centro insieme” promosso dall’amministrazione potesse dare risposte ai problemi della rivitalizzazione e riqualificazione del centro antico e, anche alla luce della proroga di tre mesi concessa dalla Regione per completare il progetto, dovremmo ormai essere vicini a conoscerne i risultati, con l’individuazione di dieci aspetti prioritari sui quali l’Amministrazione si impegnerà a fare investimenti da qui al 2018.

Purtroppo da un punto di vista partecipativo le cose non sono andate molto bene: la fase della “palestra della partecipazione” è andata pressoché deserta con venti/trenta presenze al posto delle cento auspicate e ai 900 questionari inviati  per ovviare a questa defezione hanno risposto in 88 a fronte di una previsione di 450.

Da un punto di vista di metodo possiamo fin d’ora dire con tranquillità che le risposte che verranno rifletteranno quindi, il parere di un 10% degli interpellati e di nessuna di quelle persone, italiane e straniere, proprietarie di abitazioni e quindi contribuenti al bilancio del Comune, che vivono a Campiglia saltuariamente.

A questo punto ci sarebbe da chiedersi il perché di quello che sembra un disinteresse generalizzato e totale per le sorti del centro antico. A parte problemi di cattiva organizzazione per cui non pochi questionari non sono stati recapitati, a parte il fatto che il riferimento ai soli residenti si è dimostrato poco significativo perché diverse persone risultano residenti a Campiglia ma di fatto lo sono solo formalmente, a parte il fatto che tanti hanno cestinato il questionario senza neanche leggerlo, vuoi per la sua complessità vuoi perché non sufficientemente informati e motivati, certo è che in tutta questa vicenda si legge una sfiducia profonda nella possibilità di modificare l’esistente tramite forme di partecipazione.

D’altra parte non c’è da meravigliarsi se dopo decenni di politica basata su scelte verticistiche da parte di politici del tutto disinteressati a stabilire un rapporto con le persone, questi si trovano il vuoto attorno pensando di colmarlo con una prima, speriamo non ultima, esperienza di partecipazione.

Il Comitato per Campiglia ha dato le dimissioni dal Comitato per la Partecipazione a causa della immotivata censura effettuata dal Comune sui temi della rinaturalizzazione delle cave e della proposta di inedificabilità alla Fonte di Sotto, ma non dispera ancora che qualcosa di buono possa venire fuori dal progetto “Facciamo centro insieme” e aspetta a breve delle risposte con la speranza che invece di un “centro” non sia “una padella”.

Comitato per Campiglia
Arch. Alberto Primi

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2 pensieri su ““… città dello sgomento, o piove o suona a morto o tira vento”

  1. Pur essendo interessato ed avendo anche qualche piccola idea non ho mai ricevuto il questionario come mi risulta anche ad altri….
    Peccato perché poteva essere un’ ottima occasione di scambio idee democratico con l’unica finalità di migliorare Campiglia.

  2. nemmeno io Fernando , e così tanti altri. Penso che abbiano pagato un servizio inefficiente , era meglio rivolgersi a chi distribuisce pubblicità della COOP….

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