«A Monte Calvi superati i limiti assegnati» Landi (Pdl) interroga il presidente Kutufà

«A Monte Calvi superati i limiti assegnati» Landi (Pdl) interroga il presidente Kutufà

L’attività di estrazione delle cave di Monte Calvi sarebbe uscita dal perimetro di assegnazione. È quanto sostiene il consigliere provinciale del Pdl Maida Landi, che insieme alla collega Roberta Naldini, ha presentato sulla vicenda un’interrogazione al presidente della Provincia Giorgio Kutufà. Landi e Naldini hanno rilevato il superamento dei perimetri consentiti dal piano di estrazione da una documentazione planimetrica che è stata fornita dalla stessa Provincia nei giorni scorsi.

Al presidente Kutufà chiedono dunque di confermare o meno la lora interpretazione della planimetrie e se, prima di consegnare i documenti, è stata verificata la correttezza delle attività di escavo.«Qualora fosse giusta la nostra interpretazione – concludono le due consigliere – quale sono le iniziative che la Provincia intende intraprendere?».

Il Tirreno 24.9.2013

«Ci costringono a leggere il piano cave in pochi giorni. Una vergogna»
Quattro giorni (due sono festivi) per leggere il documento sul piano cave. Il consigliere Pdl Maida Landi denuncia la situazione. «Nella tardissima mattinata di giovedì 19 settembre (il Consiglio Provinciale è terminato verso le 14, dopodichè c’era da tornare a casa) finalmente la Provincia ha consegnato ai consiglieri un cd con il Piano Cave.

Un CD perché il contenuto era «troppo pesante» per essere inviato via mail: trattasi di centinaia di pagine tra relazioni, studi, pratiche Vas e compagnia bella, il tutto, o quasi, «zippato». La commissione è stata convocata per il 24 settembre — incalza il consigliere Landi — impresa più che titanica, il solo leggerselo tutto. Le cave di Monte Calvi e Monte Valerio inoltre le abbiamo scovate nella cartella Bibbona/Collesalvetti, mentre tutte le altre della Val di Cornia insieme.

Dai documenti si evince che la Provincia, con i tecnici e la struttura che ha a disposizione, ha «ponzato» il malloppo per circa 15 mesi, nonostante i ripetuti solleciti proprio per non trovarsi in questa situazione — di cui solo un certo Assessore locale non si è accorto — e dà 2 giorni lavorativi e 2 festivi. Al cittadino il giudizio».

La Nazione 23.9.2013

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