Cementificio alle Lavoriere: per Cna e Confesercenti sarà solo un impianto di macinazione

Per le due associazioni il progetto del cementificio verrà ridimensionato

Se c’è uno spettro per Cna e Confesercenti non è un cementificio nei campi delle Lavoriere. «Intravediamo ancora una volta l’incubo di chi è contrario in Toscana a ogni forma di sviluppo, che vuole questa regione imbalsamata, senza capire che c’è bisogno di crescere e che le attività produttive, anche quelle agricole, consumano suolo e altre risorse», affermano le due associazioni di categoria che intervengono in merito all’allarme lanciato da alcuni abitanti delle Lavoriere e dal Comitato per Campiglia sull’area per la valorizzazione degli inerti, dove già opera la Betonval. «La zona delle Lavoriere è un prolungamento dell’area artigianale di Campo alla Croce, variante urbanistica, iniziata nell’anno 2000, con l’intento, condiviso dai cittadini di Campiglia, di delocalizzare in aree dedicate, tutte quelle attività che insistono nelle zone residenziali. – spiegano Cna e Confesercenti – La zona è stata individuata esclusivamente per le attività di lavorazione e trasformazione degli aggregati. La variante approvata nel 2003, è relativa a circa cinque ettari. Il Comitato “No cementificio”, saprà che per la realizzazione di un cementificio servono circa venti ettari e quindi difficilmente i progetti che saranno presentati dalla proprietà potranno consentirlo».

La prospettiva per le due organizzazioni è dunque destinata a ridimensionarsi. «Molto probabilmente il progetto potrebbe essere quello di un impianto di macinazione. – sostengono – Un impianto che non ci spaventa perché, ovviamente, dovrà rispettare tutte le normative in tema di emissioni di polveri e di rumore, e sarà sottoposto alla valutazione di impatto ambientale». E aggiungono: «La zona è limitrofa all’insediamento di Campo alla Croce, anche quello terreno agricolo prima di diventare Pip, e non a una zona vergine come qualcuno potrebbe pensare». Eppure, incubi a parte, per Cna e Confesercenti si deve tenere conto delle preoccupazioni dei cittadini che risiedono in quella zona. «Già subiscono il movimento di mezzi davanti alle loro case, con una viabilità non adeguata. – concludono – Perciò chiediamo all’amministrazione comunale di portare a termine le opere che potrebbero migliorare l’accesso all’impianto Betonval e a quello futuro che ci auguriamo possa essere avviato quanto prima».

15.08.2008

Il Tirreno

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