Allucinante…

Allucinante…

Ultima, straordinaria, grandiosa idea dell’Amministrazione per impoverire di risorse ed attrattive le nostre colline in modo definitivo ed irreparabile è l’autorizzazione di un fortissimo ampliamento delle cave di San Carlo e di Monte Calvi (oggi estesa nel territorio comunale di Campiglia). Nel primo caso un ampliamento ad est nel secondo un enorme ampliamento a nord, nel territorio comunale di San Vincenzo. La nuova area di cava sarebbe così estesa da ricollegarsi con i futuri fronti cava Solvay a San Carlo.

Finalmente si costituirà un unico enorme fronte cava che da San Carlo si dipanerà fino alla povera rocca di San Silvestro.

Per chi avesse voglia di constatare la disinvoltura con cui simili atti vengono licenziati dall’Amministrazione, si tratta delle delibere n° 232 e 233 della Giunta. Atti di indirizzo che richiedono una nuova pianificazione urbanistica, che non arrivano in Consiglio ma vengono trattati in Giunta, in assoluta “riservatezza”.

Il concetto è che, siccome le aziende operanti nelle due cave, ne hanno fatto richiesta, il Comune avvia immediatamente il procedimento per ampliare le cave.

Allucinante.

Non c’è un’autonoma strategia di sviluppo del territorio elaborata dal Comune, non c’è neppure un’analisi – anche approssimativa – degli effetti che un simile devastante piano, se realizzato, produrrebbe. C’è solo l’avvio dell’iter amministrativo a seguito di una richiesta, nemmeno si trattasse di aprire una finestra in un appartamento.

Allucinante.

Le attuali Amministrazioni hanno un piano per superare la crisi, ed è un piano che potrebbe disintegrare ogni prospettiva futura per la Val di Cornia. Piombino dovrebbe occuparsi di seppellire rifiuti speciali e speciali pericolosi provenienti da ogni dove, Campiglia dovrebbe essere il “distretto regionale delle cave”, San Vincenzo, non solo punta sul solito caro e desueto calcestruzzo ma vuol far concorrenza a Campiglia sulle colline da spianare.

Chi può pensare che, partendo da tali premesse, possa esistere un futuro per questo territorio?

Nicola Bertini

→ tratto dal profilo Facebook di Nicola Bertini

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