«A Fonte di Sotto niente seconde case» – La lista Comune dei Cittadini solleva nuovi dubbi sull’intervento e chiede controlli sulla futura gestione (stampa)

Il sindaco ribadisce la destinazione turistico-alberghiera del complesso
Botta e risposta fra il gruppo di minoranza e la giunta sui permessi rilasciati alla società che sta costruendo le villette

Ancora dubbi e sospetti sulla lottizzazione della Fonte di Sotto. Con un’interpellanza, il gruppo consiliare Comune dei cittadini, in merito alla costruzione di 51 villette a ridosso del centro storico, oltre a condannare questa decisione, chiede garanzie riguardo alla loro destinazione a residenza turistico-alberghiera.

E anche che la gestione sia indivisa e aperta al pubblico. Perché tale preoccupazione? Perché, si legge nel documento, «ci sono stati molti casi in cui è stato possibile trasformare queste strutture in seconde case». Per questo la lista di opposizione chiede che il Comune eserciti i dovuti controlli. «Da questo punto di vista – si legge – non ci è sembrato opportuno che siano state autorizzate le unità abitative senza che siano stati ancora richiesti e autorizzati i servizi comuni del complesso alberghiero».

Secondo il gruppo d’opposizione, il Comune avrebbe rilasciato un permesso a costruire in data 2 giugno 2009 per la realizzazione dello stralcio funzionale B del piano di lottizzazione, però non risulterebbero ancora richiesti o autorizzati i servizi alberghieri previsti dal piano di lottizzazione nello stralcio funzionale A; e questo è giudicato strano, perché, è scritto nell’interpellanza, «il presupposto per la gestione turistica del complesso è proprio l’esistenza dei servizi comuni e dei locali per la ricezione del pubblico». Da qua la domanda rivolta al sindaco Soffritti per sapere «per quanto tempo il complesso dovrà restare vincolato all’uso alberghiero».

Nella risposta il sindaco informa che il piano attuativo della Fonte di Sotto prevede il compimento di 5 stralci funzionali e ad oggi sono stati rilasciati due permessi a costruire: uno per la realizzazione delle opere di urbanizzazione e l’altro per il compimento di un primo stralcio funzionale. «Trattandosi di struttura ricettiva unitaria a carattere pluri-puntuale – recita il documento del sindaco – non esiste alcun obbligo preventivo di tipo sequenziale-funzionale che condizioni la realizzazione delle unità recettive a quella dei servizi per la ricezione al pubblico».

Queste attrezzature di servizio dovranno «essere realizzate nell’ambito di validità del piano e rese funzionali al momento dell’effettiva apertura al pubblico del complesso ricettivo; nessun modulo ricettivo potrà essere aperto al pubblico in assenza dei servizi generali previsti dal piano».

Per quanto riguarda la destinazione d’uso, il Comune afferma che visto che la destinazione ricettiva nasce dalla pianificazione generale «anche alla scadenza della convenzione permarrà il vincolo di destinazione d’uso».

Secondo Comune dei cittadini, con questa impostazione «è come autorizzare le camere di un albergo senza la sala di accoglienza e i servizi comuni». Perché, si domanda, non chiedere il compimento dei servizi comuni in anticipo o in contemporanea alle unità ricettive? «Ci chiediamo – conclude la lista di minoranza – quale interesse abbia l’impresa a costruire villette che non potranno essere utilizzate fin tanto che non saranno completati i servizi comuni. Forse era opportuno chiedere subito i permessi per costruire pure quelli».

FRANCESCO ROSSI
Il Tirreno 28.12.2009

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