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I genitori e la scuola dell’infanzia: «Non numeri, ma bambini che crescono nel borgo»

Assemblea pubblica oggi, alle 17,30, al centro civico Mannelli, su “Riorganizzare e tutelare la scuola. La nostra idea”: sindaco e giunta parleranno del riordino dei servizi educativi e della decisione di spostare (dal prossimo anno) una delle due sezioni dell’infanzia di Campiglia a Venturina.

Un trasferimento che non piace a numerosi genitori, che già nei giorni scorsi hanno espresso tutta la loro preoccupazione per una scelta non condivisa né preannunciata, motivata dal calo delle nascite e dalla necessità di dover razionalizzare le risorse economiche del Comune.

Gli stessi genitori hanno ripreso carta e penna per rimarcare quella che è la loro idea di scuola, e la scelta di far studiare i propri figli nel borgo campigliese:

«Voi parlate di numeri e di opzioni, noi vi rispondiamo parlando di bambini, i nostri bambini e non necessariamente di bimbi della sola Campiglia – scrivono -. I bambini sono la proiezione della società nel futuro e Campiglia si chiede quale sarà la sua, poiché i giovani che circolano sono quelli che la vivono e rendono essa stessa viva.”

“Chi cresce nel borgo respira l’atmosfera che i loro genitori, scegliendo di viverci, hanno desiderato per loro: conviviale, familiare, si cammina a piedi tra le strade intrise di storia, si conoscono le persone una a una, si saluta chi si incrocia per la strada, si cresce in una scuola con alle spalle il bosco e il mare che si intravede dalla finestra. Si gioca in piazza a nascondino e nel giardino della scuola respirando aria di mare.”

“Le maestre della scuola materna vedono passare dai banchi piccoli a cui insegnare un programma a sostegno di ciò che sarà la formazione della scuola primaria bilinguistica tanto nominata e sostenuta da codesta amministrazione; si impegnano in modo che tali bambini siano studenti senza lacune su cui costruire gli adulti di domani. Certo è da chiedersi se tanto impegno sarà riscontrato nei programmi di scuole con molte sezioni contenenti tanti bambini che non saranno finalizzati ad un programma di continuità con la primaria di Campiglia.”

“Ma vi vogliamo parlare della vita nella scuola dell’infanzia del borgo, dove si trovano sezioni miste che non necessariamente sono scadenti, anzi, si ripropone la famiglia di altri tempi in cui ai grandi veniva data la responsabilità di accudire i più piccoli e a quest’ultimi la possibilità di confrontarsi con abilità maggiori aguzzando l’ingegno.”

“Parlate di numeri, noi continuiamo a parlare di bambini e della scelta che i genitori fanno per loro. Si parla di piccoli di Venturina, anche, i cui genitori, credendo in questa formazione e in questa atmosfera di altri tempi, hanno sacrificato il loro tempo accompagnandoli e affidandoli poi ai responsabili sullo scuolabus. È stata data loro la possibilità di scegliere, se immettere i loro figli in un ambiente moderno, standard, al passo coi tempi, accompagnandoli in macchina, oppure in uno che sa di antico, di natura, di bosco.”

“Ecco adesso, tutto nell’arco di poco tempo, e senza neanche la possibilità di fare qualche domanda a riguardo, questa scelta viene tolta, imponendo una visione unica ed esclusiva della scuola materna, ora per i bimbi di Venturina, domani anche per quelli di Campiglia, che saranno sicuramente pochi ma che sicuramente non sono solo numeri. Parlate di risparmio da reinvestire nella formazione, parlate di proiezioni al 2030, noi parliamo di bambini e del loro futuro in Campiglia».

Annalisa Mastellone – Il Tirreno 1.2.2017