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Purtroppo è morto Alberto Asor Rosa

Con lui scompare non solo un grande studioso della letteratura italiana, ma anche il promotore di quel “neo-ambientalismo” che lo ha impegnato politicamente a studiare e condannare la mercificazione del territorio nei processi di uno sviluppo insostenibile, di fatto basato sul ricatto occupazionale.

Ricordiamo l’incontro a Campiglia nel 2009 della Rete dei Comitati per il territorio sotto la sua presidenza, in un contesto appunto di distruzione del territorio attuato in una maniera così massiccia nella attività di cava, che ancora oggi continua incontrastata.

Alberto Asor Rosa durante l’incontro di Campiglia, settembre 2009

In ricordo di Asor Rosa ripubblichiamo l’articolo del 2009 “Riflessioni sull’assemblea di Campiglia Marittima” e pubblichiamo due articoli: uno del prof, Alberto Magnaghi (Operaismo e neoambientalismo. Continuità o discontinuità? e uno del prof. Paolo Baldeschi (Ricordo di Alberto Asor Rosa).

Grazie Alberto

Campiglia Marittima 23-12-2022

Comitato per Campiglia
Alberto Primi

Riflessioni sull’assemblea di Campiglia Marittima – Scrive Alberto Asor Rosa – 20.9.2009

Operaismo e neoambientalismo. Continuità o discontinuità? – Alberto Magnaghi -2022

Ricordo di ALBERTO ASOR ROSA
Scrive Paolo Baldeschi
Alberto Asor Rosa è stato saggista, critico letterario, scrittore, storico, storico della letteratura e uomo politico, sia per ruolo diretto sia, soprattutto, perché ogni sua attività ha avuto un contesto e un impegno politico.
La Rete sei Comitati per la difesa del Territorio – che qui gli dedica un affettuoso e commosso ricordo – è stata una sua esperienza- tra le ultime – che nata dalla comprensione del ruolo alternativo dei movimenti che si opponevano (e si oppongono) alla mercificazione del territorio, inteso come tabula rasa suscettibile di ogni ingiuria in nome di uno sviluppo insostenibile – tradotto spesso in ricatto occupazionale
Nasce così nel 2007, la Rete dei Comitati, dapprima come movimento spontaneo, poi formalizzata in un’associazione che durante gli anni ha sostenuto non solo la difesa di territorio e paesaggio, ma ha proposto e promosso progetti migliori di quelli calati dall’alto, spesso inutili, quasi sempre dannosi e comunque suscettibili di soluzioni alternative più economiche e meno impattanti.
Questa esperienza è stata da Asor Rosa inquadrata nell’idea di una sinistra ‘neo-ambientalista’, capace di coniugare una buona progettazione del territorio con lo spostamento di poteri decisionali verso il basso, aperta al dialogo con le istituzioni, anche se assai più spesso obbligata a forme di conflitto. Asor Rosa aveva chiaro che una sinistra ambientalista non poteva fermarsi al ‘locale e al ’qui e ora’, ma doveva farsi carico di un movimento sociale complessivo. Vale a dire che le diverse esperienze, forme di lotta e progetti dovevano essere messi in rete e da questa rete poteva nascere un embrione di politica alternativa.
Il mondo, come si sa è andato in direzione opposta, rafforzando il potere dei potenti, gli squilibri economici e procedendo verso una crisi ambientale e climatica con esiti (non più solo potenzialmente) catastrofici. Sta a noi decidere se il neo-ambientalismo di sinistra di Alberto Asor Rosa e della Rete sia da catalogare come una delle tante sconfitte della ragione o come un obiettivo che deve guidare le nostre azioni anche in un futuro in cui la posta non è solo il locale, ma l’intera umanità.