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L’archeologia industriale al servizio del futuro: la conoscenza produce ricchezza

Valorizzare il territorio come risorsa per il turismo della Regione
Termoli. Archeologia industriale: sono i segni del lavoro  dell’uomo come mulini, frantoi, fornaci e trabucchi. Se ne è discusso al Trabucco blu, l’altro ieri sera, in una location singolare, che tra intervalli musicali e assaggi di prodotti molisani ha attirato un pubblico numeroso, di curiosi, oltre che di studenti e professionisti. Gli interventi dei professori Parisi, Zilli, Pazzagli dell’Università del Molise e di Marinangela Bellomo dell’Aipai – Associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale – sono ruotati intorno al valore del territorio e del suo sviluppo. Sono partiti dal presupposto che sia necessario discuterne anche la di fuori dei luoghi deputati, coinvolgendo la gente, perché la conoscenza è il primo passo per poter apprezzare e quindi valorizzare il territorio. Lo scopo dell’Associazione, infatti, è rendere consapevoli la popolazione e le amministrazioni di questi beni per poterli reimpiegare in chiave turistica e culturale.

“In Molise, ci ha detto il professor Rossano Pazzagli, con tante tracce del lavoro agricolo e della pesca, l’archeologia industriale può avvalorare l’identità della regione e costituire una risorsa utile per pensare al futuro”. Se tutelati e sviluppati, i segni del lavoro possono portarci ad un’integrazione tra le diverse risorse del territorio, che potrebbe diventare la chiave di volta del turismo in Molise: puntare sul paesaggio e sul turismo, infatti, non può essere solo adeguarsi passivamente ai modelli preconfezionati. ‘archeologia, dunque, crea coscienza per valorizzare il territorio e renderlo, per noi e per le generazioni future, fonte di ricchezza.  P.C.

Da “Il Quotidiano del Molise”