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L’appello di Settis contro il degrado delle memorie napoleoniche

di Roberta Martinelli*

Sono particolarmente grata al professor Salvatore Settis per l’intervento con il quale ha portato all’attenzione lo stato di degrado in cui versa il cippo monumentale napoleonico del parco di Montioni.

Come presidente dell’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”, ho letto nell’autorevole intervento del professore motivi di incoraggiamento per l’azione che abbiamo intrapreso.

Infatti, proprio muovendo dalle considerazioni svolte da Settis sulla deplorevole incuria in cui versano molti simboli della presenza napoleonica in Toscana, da anni abbiamo intrapreso un’azione tesa a sottolineare e a far conoscere l’importanza di questa storia.

Con una serie di iniziative (delle quali le “Conversazioni napoleoniche” che si terranno nelle prossime sere a Lucca sono le più seguite) abbiamo riscoperto una geografia dimenticata della Toscana di primo Ottocento.

Anche sulla spinta di questa azione è cresciuta nelle istituzioni una maggiore consapevolezza sull’importanza ai fini turistici di questa geografia. Una consapevolezza legata alla constatazione che in Toscana esiste una vasta rete, un percorso se vogliamo definirlo così, unico ma formato da elementi storici, architettonici, urbanistici diffusi ma fortemente connessi tra loro. Tutti napoleonici.

Si tratta di un percorso formato da strade principali e secondarie, che collega luoghi noti e meno noti (dai musei dell’Elba al cippo di Montioni, appunto), pubblici e privati (come Palazzo Ducale a Lucca, la Villa Reale di Marlia e i terreni impiantati a vitigni da Elisa Bonaparte), molti dei quali visitabili e quindi valorizzabili senza interventi né investimenti importanti, ma solo con l’ausilio di una “mappa”, di una lettura che li valorizzi e offra al viaggiatore e al turista la giusta interpretazione, la giusta collocazione storica in chiave napoleonica.

Colgo l’occasione per annunciare che a settembre si terrà a Lucca una riunione del Forum Consultivo degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa, durante la quale sarà presentato proprio questo itinerario della Toscana napoleonica. Ed è proprio perché così stanno le cose, che l’intervento del professor Settis, per la sua autorevolezza, agisce come forte sollecitazione a operare in questo campo.

Non si può parlare di promozione turistica se prima non si provvede alla conservazione dei luoghi e dei simboli. Da parte nostra accogliamo volentieri la sollecitazione del professore e, nell’ambito delle nostre possibilità – siamo pur sempre una associazione di volontariato culturale – assumiamo l’impegno di sensibilizzare Enti e Istituzioni perché provvedano al restauro del cippo di Montioni.

Intanto, per stare sul concreto, l’associazione provvederà a far redigere da restauratori qualificati un preventivo di spesa per l’intervento. È questo il primo passo indispensabile al quale speriamo di far seguire in tempi ragionevolmente brevi il restauro vero e proprio.

Ringraziando il professor Settis per l’intervento, colgo l’occasione per invitarlo alle Conversazioni che da domani sera si tengono nel chiostro del convento di san Micheletto a Lucca.

*Presidente dell’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana

Il Tirreno 20.8.2017