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Il piano di Baratti dannoso per l’economia della zona – Comunicato del Comitato Giù le mani da Baratti

Se il piano di Baratti andasse avanti così com’è, sarebbe un danno grave per l’economia del territorio. Finora giustamente si è discusso soprattutto degli impatti negativi sul paesaggio e sulla cultura che avrebbero la trasformazione in albergo del Casone, la costruzione di migliaia di metri cubi alla cosiddetta ‘Porta del Parco’, la privatizzazione di un ulteriore tratto di litorale e gli interventi previsti nella pineta.

Ma dobbiamo tenere presenti anche gli effetti negativi che tali previsioni avrebbero sul turismo e l’economia di Piombino e dell’intera Val di Cornia. Su questo aspetto si stanno ora concentrando le ricerche del Comitato Giù le mani da Baratti, che ha effettuato un censimento delle attività turistiche e commerciali esistenti a Baratti e a Populonia. Inoltre sta rilevando l’opinione di operatori turistici dell’intero comprensorio, i quali ritengono Baratti uno straordinario elemento di attrazione turistica, le cui ricadute positive si riversano su agriturismi, alberghi e strutture del territorio circostante. Se si alterasse l’identità di quel luogo – dicono in molti – anche le nostre imprese ne risentirebbero e così anche l’occupazione. Le attività in loco sarebbero certamente danneggiate da una visione esclusiva del golfo, che privilegerebbe solo gli eventuali clienti del’albergo e gli ospiti del villaggio di Poggio all’Agnello. La realizzazione di volumetrie e di nuove attività commerciali alle Caldanelle penalizzerebbe Populonia stazione, che invece dovrebbe essere il vero snodo della mobilità verso Baratti e Populonia Alta.

Il ragionamento su Baratti deve tenere conto dell’esistenza di un sistema turistico territoriale ben più ampio, che funzioni secondo una logica integrata nella quale le varie componenti dell’offerta possano sorreggersi tra di loro. In questa ottica è sbagliato costruire nuovi alberghi in riva al mare, che peraltro farebbero concorrenza ad un settore ricettivo di zona che già da anni non fa più il tutto esaurito. Un ulteriore elemento è quello dei parchi e della cosiddetta “economia della cultura”, che insieme al paesaggio e alle risorse gastronomiche deve essere considerata un volano del turismo durante tutto l’anno e quindi come possibilità di allungamento della stagione turistica. Di tutto ciò non c’è traccia nel piano presentato dal Comune, come è emerso anche durante il percorso partecipativo. Il Comitato annuncia quindi che organizzerà presto altre iniziative di approfondimento sugli effetti economici delle previsioni urbanistiche per Baratti.

Comitato Giù le mani da Baratti