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I socialisti : un dibattito concreto sul futuro delle cave

«L’ultima dichiarazione del segretario del Pd Matteo Tortolini, riapre il dibattito sulla cava di Monte Calvi mentre l’attuale prospettiva del dibattito appare molto diversa dalle dichiarazioni fatte sullo stesso argomento dal Pd alcuni mesi fa».

A parlare è il Partito socialista che sostiene di concordare con la dichiarazione più fresca, quella del 23 dicembre, perché molto vicina alle posizioni espresse da esso stesso durante un dibattito in consiglio aperto a Campiglia. «Riteniamo – prosegue il Ps – che il piano industriale Lucchini-Severstal, ora sospeso, riprenderà e con esso si muoverà una prospettiva diversa per la siderurgia, non solo locale. Se non avverranno mutamenti significativi del processo industriale, l’uso del calcare scavato a Monte Calvi continuerà ad essere indispensabile ben oltre il 2018. Quindi – aggiunge – prima di quella data si porrà il dilemma dell’allungamento o meno dell’attuale convenzione. Il problema deve essere affrontato oggi ripartendo dalla proposta avanzata dalla società delle cave che univa l’attività di scavo, la sicurezza, un nuovo processo di lavorazione, il parco di San Silvestro e un congruo esborso di denaro al Comune a fronte di una proroga della concessione. Per noi quella proposta è ancora una valida base per una nuova discussione fra le forze politiche e sindacali, senza infingimenti legati, magari alle prossime scadenze elettorali. La discussione dovrà essere allargata alla vicina cava di San Carlo che curiosamente è stata finora esclusa dall’attenzione generale come se non esistesse. Dunque – conclude il Ps – occorre riprendere il confronto con chiarezza e trasparenza».

04.01.2009

Il Tirreno

Un gruppo di iscritti critica i vertici

Distinguo in casa socialista sul tema delle cave. «All’interno del partito non c’è stato un ampio dibattito sull’argomento» sostiene il gruppo di militanti in replica all’intervento sulla questione pubblicato sulle nostre colonne, a nome dei socialisti. «Non siamo sulle posizioni riportate sul giornale. – affermano – Siamo socialisti, ma non siamo assolutamente d’accordo su come è stata gestita a Campiglia la questione cave.

Non saremmo stati (se avessimo saputo che si prendevano queste decisioni) ne siamo d’accordo sulla liberalizzazione della vendita del calcare, l’ampliamento dei volumi da scavare e il prolungamento dei tempi di escavazione con grave danno al Parco archeominerario, all’ambiente e all’economia turistica della nostra zona». E aggiungono: «Siamo anche meravigliati che le forze politiche non chiedano il ripristino ambientale previsto nei progetti presentati per le coltivazioni, ma disatteso completamente. Il problema occupazionale, che poteva o potrebbe emergere da una riduzione dell’escavazioni, poteva e può essere risolto, lavorando, per tempo, per cercare una collocazione diversa per i lavoratori. In questa vicenda sono mancati il dibattito e la trasparenza».

11.01.2009

Il Tirreno