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Fotovoltaico, la Regione dà ragione a Domenico Barletta

Ad un anno dalla morte di Domenico non si poteva avere migliore commemorazione.
La Regione «dà ragione», in merito ai grandi impianti fotovoltaici, alla petizione che aveva realizzato Domenico Barletta. Conferma anche la mozione – bocciata in consiglio comunale – presentata dalla lista Comune dei cittadini. Era la fine di agosto del 2010, quando Domenico Barletta, insieme ad altri, girava per le campagne tra Campiglia e Piombino a raccogliere firme per una petizione da inviare ai sindaci, al presidente della Provincia e della Regione. I Comuni di Campiglia e Suvereto avevano da poco adottato i loro Regolamenti Urbanistici. Piombino lo avrebbe dovuto fare poco dopo.

«In quei regolamenti – spiega il capogruppo Massimo Zucconi – si prevedeva la possibilità per le imprese energetiche di installare grandi distese di pannelli solari in tutte le zone agricole con presenza salina nelle falde: di fatto tutte le campagne dal mare alla ferrovia. In meno di una settimana furono raccolte oltre 300 firme. In quella petizione stava scritto: “Mentre siamo favorevoli ai piccoli impianti realizzati dalle imprese agricole per il proprio consumo elettrico e per l’integrazione del reddito aziendale, riteniamo un grave errore consentire che nelle campagne siano costruiti grandi impianti da parte d’imprese e società finanziarie spinte oggi dagli incentivi statali. I grandi impianti potranno essere realizzati nelle aree produttive, sulle coperture dei capannoni, nelle zone urbanizzate e nelle aree inutilizzabili per scopi agricoli”. A maggio del 2011 le maggioranze di centrosinistra approvarono i loro piani urbanistici, confermando le previsioni che avrebbero consentito la distruzione di centinaia di ettari di terreni agricoli».

Ma poco tempo fa «il Consiglio Regionale ha approvato una zonizzazione che classifica tutte le aree agricole del Comune di Campiglia come non idonee per l’installazione di grandi impianti fotovoltaici a terra, facendo prevalere gli interessi della produzione agricola e del paesaggio su quelli delle industrie energetiche. Esattamente quello che proponeva la petizione di Domenico Barletta, scomparso il 25 dicembre del 2010».
Maila Papi – La Nazione